Mini, go-kart everGreen

15 Marzo 2014

MINI_01582ROMA. E’ un ritorno sempre verde quello che Mini riserva continuamente al mondo dell’auto da oltre cinquant’anni. Creata alla fine degli anni ’60 da Alec Issigonis e traghettata nel terzo millennio da Bmw Group, questo “go-kart urbano” è divenuto negli anni un’autentica icona di stile. Per molti, Mini rappresenta ormai un mito su quattro ruote, un’auto senza tempo, e anche per questo in poco più di dieci anni, sotto “l’ala” tedesca, le varie generazioni di Mini hanno venduto quasi due milioni di vetture, 172 mila solo in Italia, quarto mercato mondiale in una classifica che vede in testa gli USA. Durante questo week-end il pubblico italiano, in contemporanea con quello di 107 Paesi del globo, potrà scoprire come anche la terza generazione della “piccola inglese” sia rimasta fedele all’originale. E badate bene, parliamo di Mini, quella da cui tutto ha avuto origine, non delle sue declinazioni Coupé, Roadster, Cabrio, Clubman, Paceman e Countryman.

MINI_03701Tedesca di adozione ma rigorosamente “made in England”, tra Hams Hall (motori), Swindon (corpo vettura) e Oxford (assemblaggio) – triangolo di produzione che molto presto si appoggerà su contratto allo stabilimento olandese di Born -, la nuova Mini presenta una serie di significative ottimizzazioni (3.500 i componenti tutti nuovi) che riguardano abitabilità, sicurezza, equipaggiamenti e personalizzazioni, qualità dei materiali e lavorazione, nonché a livello di sportività e di comfort. Una nuova generazione di motori mette il turbo a divertimento di guida ed efficienza, mentre contemporaneamente cresce anche la gamma dei sistemi di assistenza al guidatore, oltre all’offerta d’infotainment Mini connected, che accanto ai proiettori Led, il visore Head-Up, l’Emergency call e il Connected XL Journey Mate con Real time traffic information formano un gruppo di equipaggiamenti riservato finora ai segmenti automobilistici superiori. Tutto questo all’insegna del Minimalism, ovvero: aumento delle prestazione proporzionale al calo dei consumi.

MINI_03563Esteticamente, alla terza generazione di Mini è stato modificato il frontale, che adesso include il bumper di “protezione pedoni” nella calandra esagonale. Il cofano ora è leggermente più lungo e, restando sul muso della vettura gli indicatori di direzione si trovano nella parte inferiore del fanale, per il quale è ora possibile montare le illuminazioni a Led. Lateralmente, è stato rivisto l’indicatore di direzione, il passaruota risulta più marcato e lo spoiler posteriore è stato ridisegnato. Ci sono anche nuovi colori: Volcanic orange, Moonwalk grey, Blazing red (più forte del Chili red), Deep blue e Thunder grey. I cerchi, proposti con 11 nuovi disegni, sono disponibili anche nella misura di 18”. Se invece ci spostiamo dietro, notiamo che sono maggiormente marcati i fanali e la scritta del modello è stata abbassata per incontrare il nuovo design del portellone e della maniglia. Per gli amanti dei numeri, ecco qualche cifra: Mini è cresciuta di 44 mm in larghezza, 7 in altezza, 98 di media in lunghezza e 28 mm di passo.

P90142606_highResGli interni offrono un incremento nella qualità dei materiali e comfort in più per i quattro passeggeri grazie a sedili ridisegnati, che offrono nuovi colori, tessuti e più spazio per le spalle. In particolare, gli occupanti posteriori sfruttano 2,3 cm di spazio in più per le gambe e poggiano su un divanetto che, se reclinato fino in fondo, permette di creare un piano di carico omogeneo, in un bagagliaio ampliato del 30%, modulabile da 51 a 211 litri. I cambiamenti più visibili però li troviamo in plancia.

P90142611_highResNella nuova Mini infatti, il display centrale è diventato più grande e luminoso, circondato da un anello a Led che attraverso 6 colori fornisce al pilota un feedback ottico sulla gestione di numerose funzioni (quando dovremmo cambiare marcia diventa rosso, quando giriamo la manopola del clima verso il freddo diventa blu e così via) dettate dal controller touch su cui si può addirittura scrivere con il dito, che permette di scorrere numerose funzoni sul display optional da 8,8 pollici. E se rispetto al passato sparisce il joystick, se ne va anche lo slot per la chiave d’accensione, sostituito da una ultra sportiva levetta rossa centrale che serve a mettere Mini in moto. Basta solo ricordarsi di tenere il telecomando in tasca. I nostalgici dovranno infine dire addio a contagiri e indicatore di velocità centrali, spostati sul piantone dello sterzo insieme a tutte le spie e al livello carburante.

 P90142614_highResTra gli optional anche il Driving modes, che consente una configurazione personalizzata della vettura, andando a incidere non solo sul comportamento di pedale dell’acceleratore e sterzo ma anche su acustica del motore (solo per Cooper S), luce d’ambiente, indicazioni della strumentazione centrale, tempi di cambiata dell’automatico e sulle caratteristiche del Dynamic damper control, optional fresco di listino che monitora e “livella” al meglio l’assetto complessivo della vettura. Oltre al settaggio standard Mid mode sono attivabili le modalità di guida Sport e Green. In combinazione con il cambio automatico, la modalità di guida Green orientata all’efficienza, consente anche di utilizzare la funzione “sailing” con separazione della catena cinematica, per viaggiare “a vela”, con poca inerzia.

P90142613_highResDal punto di vista della sicurezza, la terza generazione di Mini implementa la rigidità torsionale e si alleggerisce, mantenendo intatto il “go-kart feeling”. La sicurezza di bordo è garantita da accessori offerti per la prima volta, come il visore Head-up che spunta in fondo al cruscotto, davanti al guidatore e fornisce info preziose come velocità e strade da percorrere, il sistema Driving assistant che regola la velocità dell’auto sulla base della distanza con altri veicoli, l’High beam assistant (sistema anti-abbagliamento), il riconoscimento della segnaletica stradale, il sistema di parcheggio con retromarcia automatica, la telecamera di retromarcia e l’avvertimento di rischio di tamponamento e di investimento pedoni, per i quali – facendo tutti gli scongiuri del caso – è ache previsto un sistema di protezione a scoppio pirotecnico che solleva di poco il cofano motore per “attutire” un eventuale impatto. In tutto questo, anche l’infotainment vuole la sua parte. E così accade che la nuova Mini sia equipaggiabile con una carta sim integrata fissa sulla vettura, che mette a disposizione la chiamata di emergenza con rilevazione automatica della posizione e riconoscimento della gravità dell’infortunio, oltre ad altri servizi. Ma c’è una svolta anche sul versante della compatibilità con interfacce utente diverse da Apple. Le funzioni di social network (Facebook, Twitter e Foursquare), webradio e infotainment vario sono da oggi  disponibili anche per gli smartphone Android.

THENEWMINIAl momento del lancio, saranno proposti tre propulsori sviluppati completamente ex novo, equipaggiati con la tecnologia TwinPower Turbo, che ha permesso di abbassare i consumi ed esaltare le prestazioni. Nella nuova Cooper un motore millecinque tre cilindri a benzina eroga una potenza di picco di 136 CV (+ 14 del passato), saliti da 184 a 192 cv per il quattro cilindri 2.0  della Cooper S. La nuova Mini Cooper D viene invece alimentata da un tre cilindri diesel da 116 CV.

THENEWMINI1Poco tempo dopo l’inizio delle vendite, tra circa un mese, la gamma di modelli sarà completata da due varianti d’ingresso, sempre 3 cilindri: la Mini One D diesel da 95 CV, seguita a breve distanza dalla One benzina da 102 CV. E per i neopatentati, meglio pazientare fino all’inizio dell’estate, quando arriverà la versione ad hoc, da 55 kW. I cambi a disposizione sono tutti a sei rapporti, manuali o automatici. Ottimizzazioni sul rendimento della tecnica di propulsione uniti a miglioramenti di pesi e aerodinamica hanno consentito di raggiungere un calo del consumo di carburante fino al 27% rispetto ai modelli precedenti, soprattutto per la One D, i cui valori di consumo combinato sono pari a 3,4 – 3,5 l/100 km, con emissioni di CO2 di 89 – 92 gr/km (ovviamente tutto è molto relativo e dipende dallo stile di guida e anche dalla misura degli pneumatici).

THENEWMINI2Tutte le varianti di modello soddisfano comunque la normativa Euro 6. I prezzi del lancio sono più o meno in linea con la generazione precedente. Le benzina Cooper e Cooper S partono rispettivamente da 20.700 e 24.950 euro. Cooper D invece da 21.950 euro. One e One D, arriveranno tra circa un mese a 18.300 e 19.900 euro.

Luca di Varmo

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