Le “Marzotto” tornano a casa

9 Maggio 2013

Giannino Marzotto e la Ferrari Uovo

VICENZA. Le mitiche auto dei fratelli Marzotto il 12 maggio prossimo torneranno per la prima volta a casa, nelle Scuderie della Villa Trissino Marzotto, in comune di Trissino a pochi chilometri da Vicenza, da dove erano sempre pronte a partire per qualche trionfo e dove rientravano dopo le straordinarie imprese di quelli che a quei tempi venivano definiti i “Conti Correnti”. Domenica prossima quelle vetture arriveranno accompagnate dai loro attuali proprietari dall’Italia e da tutto il mondo. L’evento è stato realizzato da: Circolo Veneto Automoto d’Epoca “G.Marzotto”, Museo dell’Auto Bonfanti-Vimar di Romano di Ezzelino (VI), Ville Grand Tour e ASI Automotoclub Storico Italiano.

I Conti correnti: da sinistra, Giannino, Paolo, Umberto e Vittorio

L’Atto Unico è un omaggio a Giannino Marzotto per far scoprire, oltre al pilota, l’uomo. I fratelli Marzotto rappresentano la vera essenza di quegli eroici anni 50, mantenendo sempre una veste da perfetti gentleman driver. Tornavano da un viaggio d’affari e si mettevano alla guida di un’auto da corsa e guidavano a così alto livello da battere i professionisti. Quella dei “Conti Correnti” è una vera leggenda, un caso unico nella storia dell’automobilismo: quattro fratelli, che pur non essendo piloti professionisti, hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’automobilismo degli anni 50, gareggiando e spesso battendo campioni del calibro di Fangio, Villoresi, Taruffi, Castellotti e Manzon. Vittorio vinse il Giro di Sicilia del 1951 e il G.P. di Monaco del 1952. Giannino, a soli 22 anni vinse la Mille Miglia del 1950, guidando in doppiopetto, proprio quello che sarà esposto in villa. Giannino vinse di nuovo la Mille Miglia del 1953. Umberto si distinse in diverse gare stradali e in salita. Paolo fu tra i protagonisti di sei Mille Miglia, ottenendo in quella del 1955 il record da Brescia a Verona a 198 di media. Ma è alla Coppa delle Dolomiti del 1952 che i fratelli Marzotto conquistarono un record rimasto imbattuto. Si classificarono primo, secondo, quinto e settimo assoluti, monopolizzando i primi quattro posti della categoria sport, classe oltre 1100. Un risultato che metteva in luce le loro doti di veri campioni e non a caso, sia a Giannino sia a Paolo, lo stesso Enzo Ferrari diede la possibilità di correre ufficialmente per la sua squadra.

Pagine di sport e di vita che potranno rivivere il 12 maggio alla presenza dei protagonisti. Saranno infatti presenti, oltre a Paolo Marzotto, Adolfo Orsi erede della famiglia che acquisì la Maserati, Fiorenzo Fantuzzi dell’omonima carrozzeria che ha “vestito” alcune fra le più importanti Ferrari e Maserati da competizione e Cesare De Agostini, lo storico dei fratelli Marzotto.

La Ferrari 340 alla Mille Miglia del 1953

Domenica 12 maggio dalle 10 saranno in esposizione le auto dei Marzotto, ognuna con una storia affascinante tra queste: Ferrari 212 Export Spider Fontana #0086E, che ha vinto il Giro di Sicilia e che era chiamata amichevolmente “il chiodo”; Ferrari 212 Export 0024MB “Uovo”, carrozzata berlinetta aerodinamica della carrozzeria Fontana di Padova; Ferrari 340 America Spider Vignale #0280AM con cui Giannino vinse la sua seconda Mille Miglia nel 1953 e macchina ufficiale della Ferrari. Ci sarà anche la Lancia Aprila 1350, la macchina di famiglia con cui i fratelli Marzotto andavano al lavoro, ma anche la macchina degli esordi con cui cominciarono a correre, ottenendo risultati sia alla Coppa delle Dolomiti sia alla Mille Miglia. E poi: Lancia Aurelia B20 1953#B202268, macchina ufficiale della Lancia, con la quale Umberto vinse la classe della Coppa delle Dolomiti del 1953 (la stessa auto vinse anche la famosa Liegi – Roma- Liegi, una maratona “spacca macchine”) e la Mardal Sport 750, costruita da Umberto Marzotto con telaio Gilco e motore 750 bialbero. Era una delle caratteristiche dei fratelli Marzotto quella di personalizzare la vettura da corsa.

A fare da cornice all’Atto Unico sarà un luogo altrettanto affascinante, Villa Trissino Marzotto con il suo magnifico parco. La Villa sorge su un’antica roccaforte fatta costruire dai Trissino una famiglia di origine germanica nei primi decenni del XI° secolo. L’edificio originario fu ampliato nel ‘400 e poi trasformato in villa nel XVIII° secolo ad opera dell’architetto Mattoni. Nel 1951, dopo che era stata lasciata decadere durante la II° Guerra Mondiale, fu acquistata da Giannino Marzotto che la riportò allo splendore originario. Nella sala dei dipinti sono conservati autentici capolavori dell’Ottocento con autori quali opere di De Albertis, Morbelli, Tito, Delleani, De Nittis, Fattori, Signorini e Lega. Di Fattori, il notissimo il dipinto “In vedetta” nel quale l’artista rievoca le soste dei soldati impolverati, le cui divise si stagliano nel chiarore del muro bianco. Villa Trissino Marzotto custodisce una delle collezioni private di arazzi fiamminghi tra le più importanti al mondo.

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