La “grandeur” del Fascismo

16 Febbraio 2012

A Milano AutoClassica Salone del Veicolo d’Epoca, che si svolgerà a Fieramilano il 17, 18 e 19 febbraio, gli appassionati del settore potranno ammirare uno dei rarissimi esemplari oggi esistenti al mondo di Fiat Torpedo 2800 della quale vennero realizzati solo 12 pezzi. L’auto verrà esposta in uno stand dedicato al padiglione 10. Di proprietà di Fondazione Fiera Milano, diventerà uno degli oggetti più pregiati del Museo che Fondazione presenterà alla città entro la fine dell’anno. Recentemente una sua “gemella” ha raggiunto una valutazione superiore ai 250mila Euro.

Nel 1938 la Fiat, per assecondare la voglia di “grandeur” del regime, produsse una lussuosa limousine di 2800 cm³, con sei posti, destinata negli anni ’40 a diventare l’auto ministeriale per eccellenza. Cinque esemplari, allestiti “Torpedo”, furono dati al Quirinale. Uno fu assegnato nel 1939 a re Vittorio Emanuele III. Nel dopoguerra divenne la vettura della Presidenza della Repubblica. L’auto fu costruita per le grandi parate dove la caratteristica fondamentale era la comodità: dietro, gli spazi sono enormi e le poltrone soffici e accoglienti. Il motore è silenzioso e la marcia costante e uniforme, senza strattoni. Buoni i freni idraulici, docili e progressivi, ottime le sospensioni. La velocità è contenuta, 130 km/h, ma con questa torpedo anche i 100 sono un’esagerazione. Il lungo cofano rende difficili le manovre, anche le più semplici.

Sui suoi sedili trovarono posto personaggi che hanno fatto la storia. Tra questi Vittorio Emanuele III, Hitler, la principessa di Piemonte, Italo Balbo, Franco, De Nicola, Einaudi. Andò in pensione nel 1962 con Gronchi, poi fu data alla Filiale Fiat di Roma e infine venduta, arrivando ai nostri giorni praticamente integra, dopo una lunga serie di passaggi di mano. Nel 2003 e nel 2005 è stata utilizzata anche dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi rispettivamente durante una visita alla restaurata Palazzina degli Orafi, sede di Fondazione Fiera Milano, e a Fieramilano, Rho. Proveniente dal piccolo lotto di Fiat “2800 Torpedo” fatte costruire nel 1939 dal Ministero degli Interni, venne immatricolata il 21 ottobre. Dopo un breve servizio presso la contessa Calvi di Bergolo, fu portata a Villa Savoia, per le esigenze del re Vittorio Emanuele III e della regina Elena; in seguito traslocò presso la principessa di Pistoia per essere poi ritirata dal Comando della città aperta di Roma. Nel dopoguerra, privata delle ruote di scorta sulle fiancate, tornò al Quirinale al servizio della presidenza della Repubblica.

Questa vettura fu una “creatura” di Mussolini, che impose alla Fiat di costruire un modello degno del suo regime, imponente come le Mercedes. Appena 620 gli autotelai costruiti tra il 1938 (anno di presentazione) e il 1944. Di questi ben un terzo fu utilizzato come “CMC” militari. Cinque ebbero invece un allestimento “tutto aperto”, destinati ad una funzione esclusivamente da parata. Il passo di 3200 mm le conferisce una grande abitabilità e la calandra è di chiara ispirazione americana.

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