Il toscano che vinceva

4 Giugno 2013

Anche se non celebrato come meriterebbe dalla memoria collettiva, Clemente Biondetti è stato uno dei più straordinari piloti italiani dell’automobile negli anni a cavallo della Seconda guerra mondiale. Nato nel 1898, come Enzo Ferrari, visse quasi tutta la sua esistenza a Firenze, dedicandosi con un una passione ed un furore romantici alle corse automobilistiche, che disputò, e vinse, sino ad oltre i 50 anni d’età, prima che un male incurabile lo stroncasse a soli 57 anni, nel 1955. Leggendarie le sue quattro vittorie alla Mille Miglia (1938, 1947, straordinaria, questa, davanti a Nuvolari, sotto la pioggia battente, 1948 e 1949) che senza l’intervallo dovuto alla guerra sarebbero probabilmente state di più; disputò anche otto volte la Targa Florio (sino al ’54) e tre volte la 24 Ore di Le Mans). Ancora nel ’54, a 56 anni d’età, giunse brillantemente quarto alla Mille Miglia, su una Ferrari. Il suo nome rimase legato alle vetture con cui trionfò, come l’Alfa Romeo e la Ferrari, ma anche alla Jaguar, con un motore 6 cilindri 3400 cc della quale realizzò artigianalmente un interessante ibrido su telaio Ferrari, con cui partecipò all’unico GP di F1 della sua vita, a Monza, nel 1950.

Personaggio straordinario, che non si curò mai del lato economico della sua passione (lasciandosi alle spalle fantastici record, grandi ricordi e troppi debiti), Biondetti era innamorato della “sua” Toscana, da cui aveva ereditato il lato guascone e competitivo. E proprio in Toscana è giunto alla XVI edizione il “Trofeo Biondetti”, che nel suo nome riunisce ogni anno cinquanta (il numero è volutamente limitato per garantire ai partecipanti la massima fruibilità di ogni momento dell’evento) splendide vetture sportive costruite sino al 1969 e le impegna per tre giorni in una gara che si trasforma in un viaggio attraverso gli straordinari luoghi della Versilia e della provincia di Lucca. Territori legati alle espressioni più diverse ed intense della cultura, che passano attraverso la scultura, il teatro, la poesia e la memoria di celebri competizioni automobilistiche che qui si disputarono tra il 1926 ed il 1938. Il Trofeo Biondetti (il cui endorser è Fabio Lamborghini, nipote di Ferruccio e direttore del Museo dedicato al grande costruttore di S. Agata) riesce così a fondere passione, cultura e turismo in uno dei territori più affascinanti d’Italia per suggestioni e paesaggi.

Il programma di quest’anno prevede, giovedì, 4 luglio, l’appuntamento per i partecipanti a Lido di Camaiore (Lucca); quindi la partenza delle vetture per Forte dei Marmi e, la sera, il ritorno al Pontile del Lido di Camaiore; venerdì, 5 luglio, partenza per Montecatini lungo strade panoramiche, la visita al centro storico di Bagni di Lucca e le prime prove cronometrate; dopo il pranzo visita al a Montecatini Alto e, quindi, alle Terme del Tettuccio; sabato 6 luglio visita al sito di Montecarlo di Lucca e seconde prove cronometrate, seguite nel pomeriggio dalla visita alla Piazza dei Miracoli a Pisa e da quella alle antiche Scuderie Borboniche di Camaiore; alla sera la cena di gala e la premiazione.

La scheda d’iscrizione (www.trofeobiondetti.com) dovrà pervenire entro il 16 giugno a segreteria@istitutopolicleto.it accompagnata dalla quota di adesione (bonifico o assegno) di 750 euro a persona. Gli associati godranno della completa ospitalità da giovedì 4 luglio sino alla fine della manifestazione.

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