I giocatori bianconeri saranno domani anche un po’ Briganti

9 Maggio 2015

UDINE. Un paio di forbici, scotch e un sogno: vincere, un giorno, il Super Bowl. Per coltivare la loro passione i “Briganti” di Napoli hanno dovuto iniziare proprio da zero. Quando, nel 1998, un gruppo di ragazzi partenopei decise di fondare una squadra di football americano mancava proprio tutto, a cominciare dai palloni ovali. Così, nel Paese dove il pallone è anzitutto quello “a sfera”, anche la storia dell’unica squadra del Sud a giocare in IFL, il massimo campionato italiano di football americano, non poteva che iniziare da un pallone da calcio. «Nei primi allenamenti – racconta il fondatore, nonché presidente-giocatore, Matteo Garofalo – utilizzavamo dei vecchi Santos, tagliati, arrotolati e legati con lo scotch. Così è nato il nostro primo ovale». Ma domani, a distanza di anni, la storia dei “Briganti Napoli” tornerà ad incrociare quella del calcio. La squadra è, infatti, la seconda delle tre vincitrici di “Dacia Sponsor Day – The Split”, l’iniziativa lanciata da Dacia, main sponsor dell’Udinese Calcio, per premiare quell’Italia sportiva poco nota che, con spirito di sacrificio e dedizione, si distingue nella propria disciplina. A presiedere la giuria che consentirà all’A.s.d. Briganti Napoli di vivere un inaspettato momento di visibilità è stato proprio Giovanni Malagò, Presidente del CONI, che ha patrocinato l’iniziativa.

Totò Di Natale_maglia specialeDomenica 10 maggio, l’Udinese scenderà in campo contro la Sampdoria con una maglia davvero speciale*: metà con i tradizionali colori bianconeri e metà con il blu dei “Briganti”. Un modo originale per regalare un palcoscenico speciale ad una delle realtà che, lontano dai riflettori, alimenta giorno dopo giorno il motore dello sport italiano.

La storia dei Briganti inizia nel 1993, a livello amatoriale. Prima con i palloni “home made”, poi con quelli comprati per loro da alcuni militari americani presso la vicina base di Napoli. Ma sarà nel 1998 che la Società viene formalmente fondata, dando avvio a un’avventura che ha riservato grandi soddisfazioni, come l’approdo nel 2013 in IFL, ma anche momenti difficili e qualche delusione. Con alcuni problemi da affrontare prima di altri: le risorse e la scarsa considerazione riservata in Italia al football americano. Quella dei Briganti è una passione vera. Giocatori, dirigenti, tecnici “vivono per il football”. Ma in Italia, e a Napoli, di football non si vive. Nessuno ha uno stipendio, nessuno viene rimborsato. «Da questo punto di vista – racconta ancora il Presidente Garofalo – il nostro è uno sport che fai davvero solo per passione. Non puoi diventare professionista, ma l’impegno necessario, anche se sei dilettante, è pari a quello del mondo professionistico».

A tenere vivo il sogno dei Briganti sono innanzitutto gli introiti delle quote associative e le donazioni, ma anche originali iniziative che la Società mette in campo: dalle feste nei pub alla vendita degli adesivi, fino alla collaborazione con alcuni commercianti locali, come la pasticceria di Napoli dove i clienti muniti dei voucher dei Briganti beneficiano di uno sconto per i dolci più prelibati. Ma il football, anche se praticato all’ombra del Vesuvio, è lo sport americano per eccellenza, e dunque si punta anche sulla vendita di hot dog e bibite durante le partite!

Grazie a Dacia Sponsor Day – The Split, sarà proprio il calcio, la vetrina sportiva più popolare in Italia, ad accogliere in uno stadio di Serie A la squadra napoletana e con essa tutto il movimento italiano del football americano, che vivrà così, per 90 minuti, una visibilità mai sperimentata prima. Per celebrare questo gemellaggio tra calcio e football americano i “Briganti Napoli” hanno voluto omaggiare Capitan Di Natale, napoletano come loro, con una loro speciale maglia ufficiale, per festeggiare i suoi storici 206 gol in Serie A con cui ha superato Roberto Baggio nella classifica dei goleador di tutti i tempi del campionato italiano.

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