Il go-kart del Malignani sarà anche materia d’esame

30 Giugno 2016

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUDINE. Costruire un Go-Kart può essere un percorso formativo che permetta di sviluppare conoscenze e competenze relative alle lavorazioni, alla misura e alle caratteristiche meccaniche dei materiali? Per chi frequenta la sezione di Meccanica del Malignani di Udine la risposta è ovviamente un entusiastico si! E sarà materia da esame di stato, con approfondita tesina sull’argomento, per un gruppo di allievi: Baita, Collini, Lupieri, Sgoifo della 5^ MEC B e Canci, D’orlando, De Prato, Iob, Plaudetti, Valle della 5^ MEC C, che hanno portato a termine la realizzazione completa di un Go-Kart sotto la guida dell’ing. Maurizio Missio, Capo sezione dei Meccanici – Meccatronici, e dell’ing. Nicola Rizzi. Il progetto rappresenterà l’Istituto a “CONOSCENZA IN FESTA”, la manifestazione organizzata dall’Università di Udine con il Patrocinio del MIUR: sarà esposto in via Manin sabato 2 luglio in occasione di Italian Teacher Prize quale esempio di Scienze e Tecnologie applicate.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADal telaio incompleto trovato a scuola si è realizzato un miracolo meccanico: sono stati costruiti tutti i particolari meccanici mancanti per rendere il Go-Kart perfettamente funzionante. Dopo la fase di progettazione con l’individuazione di tutti i particolari da assemblare sulla scocca in Ergal (particolarmente performante), sono stati scelti i componenti idonei a garantire elevate prestazioni: motore monocilindrico due tempi con cilindrata 125 c.c a sei rapporti e potenza di 26 kw, carburatore DELL’ORTO PHBE 30, raffreddamento a liquido con circolazione forzata unitamente a tutti gli elementi “accessori” per completare l’opera, compreso lo studio dello scarico. Il GO KART completamente assemblato, è stato “collaudato” dai ragazzi un pomeriggio all’interno del Malignani, con ottimi risultati.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPer i curiosi kart in inglese vuol dire carretto e Go Kart Manufacturing Company fu in America la prima azienda a produrli, con una denominazione aziendale che fin da allora – erano gli anni ’50 – si confuse col nome del prodotto. Il carretto era stato costruito in garage da un certo Art Ingels, un tecnico della Kurtis Kraft (una piccola casa costruttrice di auto da corsa), che ebbe l’idea di assemblare pochi componenti base per dare vita a un veicolo ad elevate prestazioni grazie al favorevolissimo rapporto peso/potenza: quattro tubi saldati, uno sterzo diretto (cioè senza cremagliera), un freno a leva, un sedile, quattro ruote di un carrello industriale e un motore industriale preso da una vecchia falciatrice inutilizzata.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: il piccolo veicolo a quattro ruote dal telaio in tubolare d’acciaio, privo di sospensioni e dotato di motore a combustione interna è la palestra dei più grandi piloti di Formula 1 degli ultimi anni, è caratterizzato da componenti altamente performanti e l’Italia è la patria del karting, sede delle più importanti case costruttrici e dei più rinomati team del Mondo.

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