Fiat Panda 4×4 e Trekking

27 Novembre 2012

BALOCCO. Non sono passati poi tanti mesi dall’uscita sul mercato della Panda terza, e già la famiglia cresce con ben quattro novità: una da tempo attesa (la 4×4), un’altra di facciata (la Trekking) e le altre due più che prevedibili, cioè Natural/Easy Power (cioè metano o gpl). La Panda ha fatto un pezzo della storia dell’auto in Europa ed è una delle poche vetture che, a nominarla, viene ricordata subito, soprattutto la prima edizione, che fu geniale nella sua funzionalità, nonché nella semplicità dell’offerta. Ma il tempo passa. Il cliente oggi pensa di costruirsi l’auto quasi su misura e i costruttori assecondano questa tendenza. Così per la terza generazione della Panda, facendo un po’ di conti, si ha un’offerta complessiva che spazia su 6 motori, 3 trazioni, 3 trasmissioni, 5 allestimenti, 12 colori di carrozzeria, 13 ambienti interni e 7 stili di cerchi diversi per oltre 850 combinazioni possibili. Prezzi a partire da 10.200 euro per arrivare a 16.950 per la versione 4×4 e da 15.200 euro per la Trekking.

Panda 4×4, la più attesa

Le abbiamo provate tutte, ma quella che emerge è la Panda 4×4 non soltanto per le sue caratteristiche meccaniche, ma anche perché era attesa da tempo. Ci sono ancora in giro, specie nelle località montane, le prime versioni (fu lanciata nel 1983!). Rispetto a quella del 2004, la nuova city car integrale propone significativi cambiamenti, al punto da essere una interessante alternativa a veicoli più costosi (e ingombranti). Ciò che subito si vede sono gli aggiustamenti estetici: i paraurti (più squadrati), le protezioni (anche sotto la scocca), i colori della carrozzeria (arancio pastello e verde metallizzato), gli interni (nuovi colori e dettagli, un vano porta-oggetti in più).

Più trazione e più comfort

Ma è più importante ciò che non si vede, ma si sente quando ci si trova in situazioni un po’… delicate. Fondamentale la trazione (del 20% più efficace rispetto alla precedente) di tipo “on demand”, vale a dire che entra in funzione da sola quando occorre. La 4×4 ha poi di serie l’ESC (Electronic Stability Control) con funzione ELD (Electronic Locking Differential), per togliersi d’impaccio su neve, ghiaccio, fango. E’ poi stato migliorato il comfort grazie alle rinnovate sospensioni, come pure la guidabilità. Il cambio (a 6 marce) ha infatti la prima accorciata, in abbinamento al motore TwinAir Turbo (900 cc, 85 cv e una coppia migliore del 40% rispetto al precedente 1.2 Fire) oppure al diesel 1.3 Multijet II da 75 cv (coppia +30%).

Nell’off-road se la cava bene

All’interno dell’ampio complesso di Balocco, oltre ai tracciati che simulano i più diversi fondi stradali e alcuni chilometri di pista dove lanciare i modelli più potenti, c’è un percorso fuoristrada non estremo, ma abbastanza impegnativo. Fango e tratti resi accidentati dalle pietre non mancano; c’è persino un breve guado. La 4×4 se l’è cavata benissimo, dandoci sempre la sicurezza di riuscire a trarci d’impaccio. Un momento di esitazione l’abbiamo avuto davanti al “muro”: la pendenza della salita ci sembrava eccessiva. Invece, come documenta anche la foto, la Panda è salita e discesa senza alcuna perdita di aderenza. Anche nel tratto di pista asfaltata, la vettura ha evidenziato una buona tenuta anche a velocità elevate. Buono il lavoro delle sospensioni, specie nell’off-road.

Trekking: importante è apparire

La Panda Trekking è una “via di mezzo” tra la 4×4 e la City Vehicle. Con un look da off-road, ha la tecnologia Traction+, che in qualche modo impedisce o limita lo slittamento delle ruote, specie in partenza. Il tracciato della prova era ovviamente diverso da quello riservato alla 4×4; diciamo un tratto campestre con leggere pendenze e fondo sterrato. Il Traction+ non è nato per fare miracoli, quindi la Panda va condotta con prudenza e poco gas. Altrimenti si vola…

La tecnologia Traction+

La tecnologia consiste in un funzionamento più raffinato della centralina di controllo che simula elettronicamente il comportamento di un differenziale autobloccante elettromeccanico; le ottimizzazioni del software e il fatto che l’azione si applica attraverso il normale circuito frenante (ad azione quindi idraulica) consentono un intervento più progressivo rispetto ai sistemi tradizionali. Il sistema si attiva con un apposito tasto posto sulla plancia e funziona sino a 30 km/h. Ecco come funziona. In condizioni di bassa o nulla aderenza su una ruota motrice, la centralina del sistema rileva lo slittamento, quindi comanda il circuito idraulico al fine di attuare un’azione frenante sulla ruota con minore attrito, trasmettendo di conseguenza coppia motrice alla ruota posta su fondo stradale a maggiore attrito. In tal modo si rende possibile il disimpegno del veicolo mantenendo la stabilità direzionale e la guidabilità, assicurando la miglior trazione possibile anche nelle condizioni di terreno più irregolare e viscido.

E ci sono anche due Panda “pulite”

Nell’ambito dell’impegno Fiat per il contenimento delle emissioni inquinanti, ci sono le due proposte a doppia alimentazione: gpl/benzina (EasyPower) e metano/benzina (Natural Power). Quest’ultima, in particolare, è equipaggiata con il primo “due cilindri” a metano del mercato. Non soltanto basse emissioni, ma consumi contenuti: 3,1 kg/100 km (dati di omologazione) con l’alimentazione a metano. Fiat ha calcolato che 10 euro di metano la Panda TwinAir Natural Power percorre fino a 340 km.

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