Dal carro sumero alla Jeep

3 Marzo 2014
La sezione militare del Museo Nicolis

La sezione militare del Museo Nicolis

VERONA. Mercoledì 5 marzo il Veteran Car Club Enrico Bernardi e il Museo Nicolis (Villafranca – Verona) aprono nuovamente le porte a tutti gli appassionati di motorismo, per un incontro aperto al pubblico intitolato “Dal carro sumero alla Jeep Willys”. L’iniziativa, giunta al quarto appuntamento, rientra nel programma di Silvia Nicolis, presidente sia del Museo sia del Club, con l’obiettivo di creare occasioni di incontro e condivisione per i cittadini e il territorio. Per questo l’ingresso sarà gratuito e aperto a tutti. Relatore d’eccezione sarà l’ingegnere Renato Pujatti, presidente della Commissione mezzi militari Asi, l’Automotoclub storico italiano di Torino. Ci saranno anche i figuranti vestiti da militari americani e tedeschi dell’Associazione Culturale ‘Vivere la Storia’ che ha sede presso il Forte austriaco di Lugagnano Sona Fort Kronprinz Rudolf. Se la pioggia non cadrà, arriveranno a bordo di una Jeep Willys. Ma in ogni caso all’interno del Museo Nicolis il pubblico potrà ammirare un intero settore dedicato alla motorizzazione bellica. 

foto con la sora maria_lowLa civiltà dei Sumeri si sviluppò intorno al 4000 a.C. in Mesopotamia, in una piccola zona chiamata Sumer, ovvero “Paese coltivato”. Il termine Mesopotamia significa “terra in mezzo ai fiumi”, perché la Mesopotamia è situata tra i fiumi Tigri ed Eufrate. Oltre alla scrittura cuneiforme essi perfezionarono l’aritmetica, la geometria e l’astronomia e i primi carri da guerra con ruote. La ruota era già stata inventata nel periodo neolitico. L’intuizione dei Sumeri permise di applicare il principio rotatorio della ruota e quindi di utilizzarla nei mezzi di trasporto. Le ruote dei Sumeri erano di legno pieno, successivamente altri popoli le perfezionarono creando le ruote a raggi che, risultando più leggere, si di mostrarono anche più veloci. Da quel tempo remoto, Pujatti condurrà il pubblico attraverso le fasi dello sviluppo dei trasporti, il traino, la propulsione, la trasmissione, il differenziale, gli ammortizzatori. Insomma tutti quelle conquiste che oggi diamo per scontate ma che permettono alla nostra vita tempi veloci e trasporti confortevoli.

Immagine 930_lowPujatti parlerà anche della Jeep Willys, acronimo di ‘General Purpose’, proposta generica, ossia un mezzo adatto per tutte le strade. E racconterà lo sviluppo impresso al nostro paese nell’immediato dopoguerra quando vennero istituiti i Campi Arar (Azienda Rilievo e Alienazione Residuati). Dopo la guerra erano infatti rimaste in Italia quantità colossali di mezzi militari. Gli alleati ritennero antieconomico portarseli a casa. Fu così creata l’Arar, che aveva lo scopo di smaltire tutto il “surplus” per finanziare la ricostruzione. I mezzi erano venduti sottocosto, spesso a prezzo di rottame. In tal modo, chi aveva bisogno di un veicolo per i lavori agricoli o di un camion (nel caso di una fabbrica) si portava a casa una Jeep o un Dodge con poca spesa. La stessa Azienda municipalizzata della Nettezza Urbana di Verona (oggi Amia) utilizzò fino a buona parte degli anni Sessanta camion residuati Dodge per trasportare la spazzatura. Anche il nostro esercito e perfino l’aviazione civile utilizzò i campi, sparsi in tutto il Paese, aperti il 29 Ottobre 1945 e chiusi nel Giugno 1958 per raccogliere e vendere 211.000 mila veicoli. Nel 1946 vennero vendute oltre 49.000 mila unità, nel 1947 circa 88.000 mila e circa 74.000 mila nel 1948. E così via, fino a esaurimento.

Danilo Castellarin

Condividi questo articolo!