Zanutta, esempio anti-crisi

20 Settembre 2014

SACILE. “Zanutta è un modello, un esempio di impegno imprenditoriale che sorprende ancora di più perché si manifesta in un periodo di grave recessione per il mercato edilizio e per tutta l’economia italiana”. Così Giorgio Squinzi, amministratore unico della Mapei spa (marchio attivo nella produzione di materiali chimici per l’edilizia) e presidente degli industriali italiani si è rivolto oggi agli imprenditori Vincenzo e Gianluca Zanutta, a capo dell’azienda friulana che nel 2012 ha acquisito la Fadalti spa e si è imposta come leader nella produzione e vendita di materiali per l’edilizia e l’arredo in Triveneto.

imageSquinzi è intervenuto all’evento organizzato per celebrare l’ultimo investimento realizzato dall’azienda, il rinnovo della sede di Sacile, e fare il punto, assieme ad altre istituzioni e associazioni di categoria, sullo stato dell’edilizia in Fvg e in Italia e sulle necessità di un settore che continua a soffrire la crisi, trascinando con sé anche altri comparti dell’economia, manifatturiero in primis. “La crisi ha spazzato via il 60% circa del mercato edilizio italiano, e ci sono 600 mila disoccupati in più, – ha aggiunto Squinzi -. Sapere che in un contesto del genere, che anche quest’anno subirà un calo stimato del 10%, c’è chi investe e riesce anche ad aumentare il fatturato è davvero straordinario”.

È del 20%, infatti, la crescita prevista per il 2014 dalla Zanutta, come dichiarato dalla proprietà che, dopo i saluti del sindaco di Sacile Roberto Ceraolo, ha ripercorso le tappe fondamentali della sua storia, dagli esordi negli anni ’50 a Carlino fino all’acquisizione della sacilese Fadalti. “Due anni fa abbiamo scelto la strada dell’investimento – hanno detto gli imprenditori -. Abbiamo assorbito 130 dipendenti dalla Fadalti e siamo riusciti ad assumerne altri 50. Oggi siamo una squadra di 250 persone che chiuderà l’anno con un fatturato di 60 milioni di euro, il 20% in più dell’anno scorso, nonostante un mercato che muore giorno dopo giorno”.

Dati allarmanti per il Fvg sono stati presentati dal presidente regionale dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Valerio Pontarolo: si parla di quasi 800 imprese perse in Fvg dal 2008 a oggi e oltre 8 mila addetti rimasti a casa, tra diretti e indiretti. Nel 2013 le imprese regionali entrate in procedura fallimentare sono aumentate del 50% mentre l’edilizia residenziale cala a vista d’occhio per il crollo delle compravendite, scese da 12.306 a 2.914 in meno di una decina d’anni. “In quest’ultimo periodo l’intesa con la Regione ha portato a risultati soddisfacenti, con la legge 13 sulla semplificazione urbanistica – ha dichiarato Pontarolo – ma c’è ancora tanto da fare”. Dito puntato contro il patto di stabilità “che sta bloccando 3.000 nuovi lavori pubblici in regione” e la burocrazia. “Chiediamo che vengano attuate norme per rimettere in moto l’edilizia, perché, assieme alla sua filiera, possiede il vero potenziale anticiclico e di impulso per tutta l’economia”.

image1Un appello accolto e rilanciato anche dal presidente degli industriali pordenonesi Michelangelo Agrusti e dal presidente della Camera di Commercio Giovanni Pavan, che hanno sottolineato come sia indispensabile “ricominciare dall’edilizia, con le giuste normative e il giusto sostegno da parte delle istituzioni”. Un invito raccolto dall’assessore alla funzione pubblica del Fvg Paolo Panontin che ha sottolineato gli sforzi fatti fin qui dalla politica regionale e illustrati da Pontarolo. “Sappiamo che non è sufficiente – ha detto – ma alcuni interventi sono stati fatti e siamo convinti che questo momento così difficile possa essere superato lavorando in modo solidaristico, cooperativo. In materia edilizia sonno necessari interventi celeri, gli imprenditori sentono estremo bisogno del fare e la politica è in una stagione di importanti riforme nel segno dello snellimento burocratico e procedurale in molti settori”.

Zanutta in controtendenza, investe nella crescita e aumenta il fatturato. Mentre imprese e istituzioni chiedono a gran voce interventi immediati e concreti di rilancio, Zanutta continua a mantenere salda la posizione di leader in Triveneto, con 20 filiali nelle province di Pordenone, Udine, Trieste, Venezia, Belluno e Treviso. E continua a investire nella crescita. Il restyling della sede di Sacile, acquisita nel 2012 in seguito all’assorbimento della Fadalti, è l’ultimo investimento realizzato dall’azienda, che negli ultimi 3 mesi ha anche aperto nuove filiali in Veneto e ampliato la sede di Udine. “Abbiamo investito nell’ampliamento della gamma prodotti – fanno sapere gli ad Vincenzo e Gianluca Zanutta -rafforzando la ferramenta e soprattutto il comparto delle finiture per compensare il calo di fatturato legato alla crisi dell’edilizia pesante e delle nuove costruzioni e rendere più attrattivo il negozio per i privati. In questo contesto di crisi, quello che ancora tiene, infatti, è il volano fisiologico generato dalle ristrutturazioni, dai piccoli lavori e dal rinnovo dell’arredo casa”.

Le strategie per stare a galla puntano dunque sulla diversificazione dell’offerta e sulla copertura di tutti i comparti del settore: non solo edilizia, rivestimenti e termoidraulica, ma anche porte, arredi e finiture. Una soluzione che ha consentito finora di affrontare con successo la congiuntura negativa del mercato, riuscendo anche ad aumentare il fatturato che in questi ultimi 2 anni, vale a dire dopo l’acquisizione della Fadalti, è cresciuto del 30% circa. Nel 2014, come già detto, ci sarà un ulteriore balzo in avanti del 20%. “Un percorso impegnativo – sottolineano gli imprenditori – che richiede investimenti continui anche nella formazione del personale per garantire un elevato livello di specializzazione e qualità del servizio”. Un percorso che ha ricevuto il plauso finale anche della presidente di Mediocredito Fvg Cristiana Compagno che l’ha definito “un esempio lungimirante di capitalismo familiare e di imprenditorialità che è stato capace di generare valore per tutta la comunità”.

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