Wolf a Taste 2019 (Firenze) unica azienda della Carnia

7 Marzo 2019

SAURIS. Ci sarà anche un… pezzetto di Carnia a Taste 2019. A rappresentare questo lembo di Friuli nell’ambito dell’apprezzata kermesse enogastronomica ci sarà, per la terza volta, Wolf. La 14^ edizione del salone di Pitti Immagine dedicato al gusto è in programma dal 9 all’11 marzo alla Stazione Leopolda di Firenze, dove si “raduneranno” quasi 400 aziende del comparto tra le migliori della penisola. Una manifestazione dedicata sia agli operatori del settore, sia al pubblico, con tanti appuntamenti collaterali in programma.

Tra le realtà coinvolte ci sarà, appunto, anche Wolf, impresa carnica specializzata nella produzione di insaccati di qualità. L’azienda, con il proprio stand dedicato (il numero A/60) porterà in Toscana tutti i suoi prodotti, dall’ultima referenza entrata a catalogo – lo stinco di Sauris cotto alla brace, già foriero di buoni risultati in termini commerciali – a quelle più “tradizionali”, dal prosciutto di Sauris Igp allo speck, compresa la recente linea “Nonno Bepi” lanciata nel corso del 2018. Il prosciuttificio fondato nel 1862 dal norcino Pietro Schneider sarà tra le poche aziende friulane ad avere un proprio stand all’interno dell’apprezzata vetrina enogastronomica allestita a Firenze, nonché l’unica proveniente dalla Carnia.

«Taste – commenta Stefano Petris, amministratore delegato di Wolf – è un’occasione importante per mettersi in luce. Le nostre esperienze in Toscana sono sempre state positive. I contatti presi nel contesto della kermesse con il mondo dell’Horeca, così come quelli con le gastronomie di qualità in tutta Italia, hanno sempre portato buoni frutti. Anche per questo, affrontiamo la partecipazione 2019 con un entusiasmo ancora maggiore delle scorse volte».

Si chiude con numeri positivi il bilancio consuntivo 2018 di Wolf Sauris. Il conto economico dell’azienda carnica, fa registrare un fatturato di 14 milioni e 300 mila euro, in crescita rispetto al 2017, quando aveva toccato i 13 milioni e 700 mila. «Quello appena trascorso è stato un anno difficile per il comparto e siamo molto felici di aver chiuso con questo risultato – commenta Stefano Petris -. I nuovi prodotti hanno dato una grande mano: la linea di speck “Nonno Bepi” ha portato un ottimo contributo in questa crescita, molto bene sta andando anche il nuovo stinco di Sauris cotto alla brace lanciato a fine 2018».

Prosegue, dunque, il trend positivo dell’impresa carnica, una realtà sempre più consolidata. E questo, nonostante i dati di settore non siano sempre incoraggianti: nel quarto trimestre dello scorso anno, secondo quanto riportano i numeri forniti dal Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, elaborati su dati Stockview, le localizzazioni attive (sedi e filiali) delle attività che si occupano di lavorazione carni in varia forma – compresi, dunque, prosciuttifici e salumifici – in regione sono 164, contro le 192 del 2011. In provincia di Udine, alla fine del 2018, c’erano 112 attività economiche attive (erano 10 in più nel 2011), per un totale di 977 addetti sui 1.284 del Friuli Venezia Giulia. Il comparto opera in misura significativa con l’estero: nei primi nove mesi del 2018 (gennaio-settembre) il Friuli Venezia Giulia ha esportato prodotti dell’agroindustria per 553 milioni di euro (lo stesso valore di un anno fa). Il prodotto “Carne lavorata e conservata e prodotti a base di carne” pesa per il 13% e costituisce insieme al vino, ai prodotti da forno e farinacei, e al caffè la merce più esportata dell’agroindustria regionale. In termini reali il Friuli Venezia Giulia ha esportato nel periodo gennaio-settembre 2018 “Carne lavorata e conservata e prodotti a base di carne” per 75 milioni di euro, +9,4% rispetto al 2017. Wolf, che ha una percentuale di export inferiore alla doppia cifra, ha 58 dipendenti diretti.

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