Violenza/discriminazione: la nuova legge è peggiore ma il Consiglio Fvg tira dritto

26 Luglio 2021

TRIESTE. «Siamo di fronte all’ennesima forzatura politica, pur nel rispetto di tutte le disposizioni regolamentari. Ancora una volta il lavoro del Consiglio è stato condizionato da posizioni ideologiche e da un dibattito che risponde più a stimoli esterni alla Regione che al bene del nostro territorio». È il commento del capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, a margine della votazione odierna della proposta di legge in materia di antiviolenza e antidiscriminazione, stravolta rispetto al testo elaborato dal Comitato ristretto al momento del voto in III Commissione.

«Il percorso di ascolto e confronto portato avanti in questi mesi aveva prodotto un testo condiviso da tutte le parti politiche consiliari e al quale aveva contribuito in modo attivo anche la società civile attraverso audizioni e proposte prodotte da chi conosce da vicino i fenomeni della violenza e della discriminazione – osserva Moretuzzo assieme al collega del Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli –. La nuova versione del provvedimento, decisa dagli emendamenti presentati per lo più dalla Lega, depaupera il significato di tutto il lavoro che aveva coinvolto il Consiglio regionale, ma anche molti soggetti esterni, al punto che 16 associazioni hanno chiesto congiuntamente il ritiro della nuova legge regionale, considerata peggiorativa rispetto a quella esistente. La maggioranza regionale ha fatto un errore a non tenerne minimamente conto».

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