Urgente la manutenzione del torrente Corno Interrogazione

15 Marzo 2022

TRIESTE. «La salvaguardia del torrente Corno di San Daniele risulta fondamentale sia per la preservazione dell’equilibrio naturalistico e paesaggistico che per la tutela delle persone che vivono attorno al corso», afferma il capogruppo del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo. Il torrente attraversa una zona densamente abitata e produttiva del Friuli centrale, la protezione idraulica del territorio è pertanto di fondamentale importanza per la sicurezza dei centri abitati, degli insediamenti produttivi e per le infrastrutture della pianura friulana, alta e bassa. Una manutenzione profonda del corso non viene effettuata da oltre 40 anni. E la realizzazione dello “scolmatore del Corno”, in località Biç di San Mauro, non può certamente azzerare il rischio idraulico.

Sulla base di queste considerazioni, Moretuzzo assieme al collega Giampaolo Bidoli interrogano la Giunta Fedriga per sapere con quali tempistiche saranno avviati provvedimenti per la messa in sicurezza del torrente e la manutenzione ordinaria del suo corso, tenuto conto dell’urgenza degli interventi stessi, e se intenda avviare azioni per sostenere e facilitare l’eventuale stipula di un contratto di fiume.

«La messa in sicurezza del corso d’acqua e la sua puntuale e costante manutenzione risulta fondamentale anche per sfruttarne al meglio le potenzialità nell’ambito del cicloturismo regionale, in una cornice di turismo sostenibile», aggiunge Moretuzzo. Ne sono consapevoli i sindaci dei Comuni di Codroipo, San Daniele, Rive D’Arcano, Mereto di Tomba e Coseano che, riuniti per discutere dei possibili sviluppi sul Corno, si sono dichiarati disponibili a collaborare per diffondere una maggiore coscienza ambientale e la corretta manutenzione del corso d’acqua, che da sempre fa parte della storia di tutte le comunità e dei borghi agricoli che incorniciano l’alveo in tutto il suo percorso.

Per il capogruppo del Patto per l’Autonomia «l’amministrazione regionale potrebbe facilitare e sostenere questa collaborazione, a esempio attraverso un supporto concreto per la stipula di un contratto di fiume per la gestione partecipativa del torrente, analogamente a quanto fatto per Natisone, Judrio, Cormôr, Alto Livenza e Roiello di Pradamano».

Condividi questo articolo!