Urbanisti Fvg chiedono alla Regione decisioni innovative

1 Luglio 2020

TRIESTE. La sezione Fvg dell’Istituto nazionale di urbanistica – Inu ha diramato un comunicato in merito alla discussione in Consiglio regionale.

”Dopo aver inutilmente offerto alla Regione, come urbanisti regionali, la disponibilità a un confronto costruttivo, ritroviamo di nuovo in discussione, in Consiglio Regionale, un disegno di legge (n.96), in materia di paesaggio, urbanistica ed edilizia che non solo non innova la materia (e fa anche passi indietro), ma anche, dopo le gravi conseguenze socio-economiche dell’epidemia da Coronavirus, non coglie neppure lontanamente l’occasione della prossima fase 3, ‘di ‘ricostruzione’, per introdurre significativi cambiamenti nelle modalità di assetto e governo del territorio regionale.

Di fronte a un flusso di risorse che si preannuncia importante e che richiederà capacità di programmazione e di gestione adeguate al miglior utilizzo dei finanziamenti indirizzandoli verso la prevenzione, la resilienza e lo sviluppo del territorio regionale, risponde, infatti, con le solite vecchie deroghe alle norme edilizie ed urbanistiche e con varianti a piani territoriali impostati prima della crisi economica, di quella ambientale e di quella pandemica.

Come ci attrezziamo al Green Deal europeo in materia di energie pulite? E al cambiamento climatico? E come risponderemo agli obiettivi posti alla base dei finanziamenti europei? Mentre il quadro di riferimento programmatorio della Regione Friuli Venezia Giulia è, da anni, obsoleto, zavorrato e, nell’ignoranza del territorio reale, impegnato su questioni burocratiche non decisive, il Consiglio regionale discute l’approvazione di deroghe edilizie ed urbanistiche che, per accontentare qualcuno, scontenteranno tutti perché tutti noi rimarremo, ancora, privi di istituzioni, leggi e piani di governo del territorio capaci di affrontare subito, nei prossimi mesi, la gravità della fase.

Non era questo, invece, – ci si chiede nella nota – il momento per cominciare a prepararsi alla nuova fase? Il territorio di una Regione che ha fatto il primo piano urbanistico regionale in Italia e che ha guidato la ricostruzione post-terremoto non si meritava questa trascuratezza! La Giunta regionale attivi da subito una ‘cabina di regia’ atta ad affrontare le decisioni da prendere a breve; istruisca delle linee d’azione coerenti con il quadro europeo e con le progettualità che si possono sviluppare sul territorio e promuova il rafforzamento delle amministrazioni locali con l’immissione di nuove forze tecniche giovani e competenti”.

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