Un “tesoro” inutilizzato

5 Marzo 2014

TAVAGNACCO. “La mafia non è un problema solo del Sud Italia e il fatto che in Friuli Venezia Giulia negli ultimi 5 anni siano stati confiscati 80 beni alla criminalità organizzata ne è la prova. Ora è importante usare quei beni per concretizzare azioni positive per la comunità”. Questa la posizione del Segretario regionale dell’Italia dei Valori, Luca Santarossa, annunciata durante la conferenza stampa a Tavagnacco, che dà il via in Friuli Venezia Giulia alla mobilitazione per la raccolta di firme a favore della proposta di legge di iniziativa popolare per la vendita dei beni confiscati alla mafia. 

“La lotta alla criminalità organizzata può dare benefici concreti al nostro Paese e al Friuli Venezia Giulia – spiega Santarossa -, perché il valore totale dei beni confiscati in tutta Italia è di 80 miliardi di euro, una cifra superiore a quella di una manovra finanziaria del governo. Si tratta di ogni tipo di bene, dal denaro, agli immobili, ai veicoli, alle aziende. Nel caso di queste ultime è necessario che vengano vendute o gestite rapidamente dai privati per evitarne la chiusura e la conseguente perdita di posti di lavoro. Basta mettere le mani nelle tasche dei cittadini, quando abbiamo a disposizione un vero e proprio tesoro che potrebbe essere sfruttato per rilanciare l’economia, pagare i debiti dello Stato verso gli imprenditori, ridurre il cuneo fiscale, il costo del lavoro, avviare le bonifiche dei siti inquinati anche dalla mafia stessa e mettere in sicurezza i terreni a rischio idrogeologico”. 

Della stessa opinione Francesca Zennaro, segretario organizzativo dell’Idv Fvg. “Dobbiamo renderci conto che la nostra regione non è più un’isola felice nella quale la criminalità sembra un fenomeno lontano. Oggi nel nostro Paese dal momento del sequestro di un bene alla sua confisca in genere passano da 4 o 5 anni – commenta Zennaro -. In questo periodo lo Stato deve gestire i beni e ciò ha un costo che ricade sui cittadini. Proprio per questo la nostra proposta prevede che se il bene non viene richiesto da associazioni o enti la sua vendita debba avvenire in tempi rapidi”.

Un’azione importante anche per Aligi Di Biaggio, assessore comunale di Tavagnacco alle Associazioni, Partecipazione e Protezione Civile. “Si tratta di un patrimonio importante che dobbiamo avere il coraggio di utilizzare per attuare azioni reali concrete a favore del territorio. È necessario ridurre i tempi burocratici ed agire più rapidamente ed in questo spero che si possa sfruttare anche la specialità della nostra Regione”.

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