Un metodo diagnostico per edifici a rischio sismico

22 Ottobre 2018

UDINE. Oggi pomeriggio il professor Antonino Morassi e il Dottore di Ricerca ing. Michele Dilena del Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine hanno presentato al Consiglio di amministrazione de La Quiete e all’Assessore comunale all’edilizia e sicurezza Alessandro Ciani i risultati dell’analisi diagnostica effettuata sul più rappresentativo padiglione del complesso di edifici afferenti il patrimonio edilizio dell’Asp La Quiete di Udine.

Il padiglione, infatti, è stato oggetto di analisi da parte del gruppo di ricerca guidato dal professor Morassi applicando una metodologia il cui elemento di originalità è rappresentato dall’impiego di prove dinamiche per la caratterizzazione del comportamento strutturale d’insieme e l’individuazione degli eventuali interventi strettamente necessari di adeguamento. “Il problema della verifica sismica di edifici esistenti è più complesso rispetto alla progettazione strutturale ex novo per l’incompletezza della documentazione tecnica disponibile, per l’incertezza sulle proprietà meccaniche dei materiali, sulla definizione delle condizioni al contorno (interazione terreno-struttura, ecc.) e per la possibile presenza di degrado strutturale” – ha spiegato il professor Morassi -. La metodologia, già testata dal gruppo di ricerca su ponti e torri piezometriche presenti in Regione, permette di identificare un modello numerico della costruzione in grado di prevedere con affidabilità la risposta strutturale in condizioni sismiche e di quantificare e identificare le criticità strutturali presenti”.

“Tale metodologia di indagine – precisa Marta Fedele Dell’Oste del cda Quiete – non interferisce con la funzionalità della costruzione studiata, aspetto questo di rilievo per strutture pubbliche quali ospedali, scuole, ponti, ecc. per le quali l’interruzione dell’operatività potrebbe arrecare disagi alla collettività”.

La presentazione all’amministrazione comunale è stata fatta nell’ottica di rendere disponibili ai gestori pubblici i risultati ottenuti.

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