Un ‘messaggio galleggiante’ per i 90 anni della Presot

5 Marzo 2022

PORCIA. “Ha Futura Memoria” è l’opera galleggiante che campeggia nel laghetto di proprietà dell’azienda del cuoio Pietro Presot di Porcia, un’installazione riflettente lunga 16.80 metri per 3 metri in altezza dove l’artista di origine pordenonese Matteo Attruia ha giocato con le parole, come è proprio della sua cifra stilistica. Passato presente e futuro sono, così, sintetizzati in una frase che scardina un noto modo di dire per dispiegare il senso di un anniversario che guarda indietro, si nutre di presente e già precorre il futuro.

Compie Novant’anni infatti la storica Conceria Pietro Presot, nata il 1° marzo 1932 per mano del suo fondatore Pietro, tra le imprese a conduzione famigliare più antiche del panorama italiano ed europeo, vero fiore all’occhiello dell’imprenditoria artigianale del territorio. L’azienda – guidata adesso da Achille Presot con Eugenia e Federico Presot, 4^ generazione di una lunga storia famigliare – produce un cuoio tutto naturale, conciato senza l’utilizzo di sostanze chimiche, ma esclusivamente tramite una miscela di tannini vegetali che conferiscono al cuoio friulano caratteristiche uniche, per profumo, struttura e per colore, la ben nota “tinta Presot”. Si tratta di un modello di azienda che ha ormai raggiunto un sistema circolare di sostenibilità al 100% e si può fregiare di una produzione a rifiuto zero.

«La conceria produce ancora oggi un cuoio seguendo gli stessi processi lavorativi dei suoi esordi – spiega Eugenia Presot – e inseguire l’eccellenza è sempre stato l’obiettivo della nostra azienda». Nel 1954 la conceria ha sostenuto la spedizione italiana impegnata nella scalata al K2 fornendo il cuoio per gli scarponi degli 11 alpinisti che componevano la spedizione e degli oltre 800 portatori sherpa coinvolti al seguito. «Aver partecipato alla spedizione ha permesso alla conceria di utilizzare il marchio K2 con cui ancora oggi insigniamo le pelli a cui riconosciamo quelle caratteristiche di impermeabilità, flessibilità e leggerezza che gli avevano valso la scelta da parte della commissione nazionale delle ricerche», prosegue ancora Eugenia.

Dalla vetta del K2 degli anni Cinquanta, al cuoio da suola che oggi l’azienda fornisce ad alcune delle principali maison dell’alta moda italiana (Gucci, Hermes, Prada, Maison Margiela, solo per citarne alcune): la lunga storia della conceria friulana può essere racchiusa in quest’arco di evoluzione della sua avventura tutta artigianale. Il grande valore aggiunto della sua produzione è la totale sostenibilità ambientale del ciclo produttivo. L’energia utilizzata dalla conceria viene, infatti, prodotta da un salto d’acqua che alimenta una centrale idroelettrica da sempre parte integrante dell’azienda. L’energia prodotta rende la conceria per gran parte autonoma nel processo di concia delle pelli. Il 50% di quest’acqua viene poi recuperata e destinata ad attività secondarie, come la pulizia dei locali.

I Presot

Nella Conceria Pietro Presot si lavorano pelli grezze derivate dall’industria alimentare: si tratta di pelli bovine provenienti da allevamenti di titolata sostenibilità nel trattamento degli animali (perlopiù dal Sud Germania e dalla Norvegia). Il processo di concia avviene in vasca ed impiega solo tannini vegetali: si utilizzano prevalentemente tannino di castagno, ma anche di mimosa e quebracho secondo una precisa combinazione. L’asciugatura dei ’gropponi‘ avviene al riparo dai raggi solari per evitare l’ossidazione dei tannini: ogni groppone è diverso ed è il risultato di un processo naturale che preserva l’unicità della pelle d’origine. Ciò che l’azienda può vantare oggi come primato assoluto, è un cuoio totalmente “no waste”, in cui ogni prodotto scartato dal ciclo di lavorazione principale viene riutilizzato in ulteriori lavorazioni di recupero.

Alla sostenibilità ambientale della conceria si unisce, infatti il valore della “sostenibilità sociale”. I lavoratori dello stabilimento di Porcia sono in grande parte cittadini stranieri giunti in Italia da situazioni di grande instabilità, da zone di guerra e dopo aver vissuto numerose traversie. Nel comprensorio che ospita l’azienda, che annovera spazi di grande pregio paesaggistico e naturalistico, si è voluto trovare spazio anche per un orto aziendale gestito dal personale durante le pause e nel tempo libero: un’occasione di socialità e incontro, oltre che una modalità che li riavvicina alle consuetudini che avevano nei luoghi di origine.

La Conceria Presot ha voluto festeggiare l’anniversario dei suoi primi 90 anni di vita nel segno dell’arte commissionando a Matteo Attruia l’opera galleggiante che per i prossimi mesi resterà visibile da tutti direttamente dalla strada che costeggia lo stabilimento e il suo parco, quale ideale segno di ringraziamento a tutta la Comunità che da 90 anni condivide il territorio con l’Azienda di Porcia.

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