A Udine le giornate nazionali della formazione edile

25 Settembre 2016
Udine 22 Settembre 2016. Cefs Centro Edile. Giornate nazionali della Formazione Edile. Intervento Assessore al lavoro, formazione, istruzione Loredana Panariti. © Foto Petrussi / Petrussi Diego

Udine 22 Settembre 2016. Cefs Centro Edile. Giornate nazionali della Formazione Edile. Intervento Assessore al lavoro, formazione, istruzione Loredana Panariti. © Foto Petrussi / Petrussi Diego

UDINE – Il comparto edile attesta oggi un lieve segnale di ricrescita pari a 2%. Ad affermarlo il CRESME il Centro di Ricerche Economiche e Sociali del mercato dell’Edilizia – che in occasione dell’apertura delle Giornate Nazionali della Formazione Edile promosse dal Formedil, l’Ente di coordinamento nazionale delle scuole edili del Sistema Bilaterale delle Costruzioni (SBC) e in corso presso il CEFS di Udine, ha fotografato l’attività di formazione confrontandola con le dinamiche del mercato del lavoro nel settore delle costruzioni.

Prima di questa lieve ripresa, però, sono considerevoli le perdite che ha accusato il settore in termini di occupati dal 2008, una fortissima emorragia di lavoro che oggi conferma oltre 400.000 posti di lavoro in meno a livello nazionale. Si è dunque discusso di come la formazione edile possa dare nuova linfa vitale al comparto: l’occasione è stata data dalla presentazione del Rapporto sulla formazione in edilizia 2016. Circa 200 le persone presenti in rappresentanza delle 98 scuole edili italiane.

Nella Provincia di Udine gli occupati in edilizia regolarmente iscritti alla Cassa Edile sono passati dai 5.500 del 2008 ai 3.800 di oggi. “Un – 45% di cui chi si occupa di formazione professionale in edilizia non può non tenere conto – afferma Angela Martina, Presidente della Cassa Edile di Udine e della Scuola Edile CEFS -. “L’obiettivo oggi è quello di fare una formazione utile ad aumentare la competitività delle imprese, una formazione che sappia intercettare vecchie e nuove esigenze. Le scuole edili devono trasmettere innovazione e stimolare le imprese all’innovazione. Questo vuol dire fare formazione sulle nuove tecnologie costruttive, sui materiali da costruzioni, cosa che il CEFS di Udine ha già avviato con una serie di seminari tecnici gestiti in sinergia con Confindustria Ud lo scorso anno. Così come ha avviato per l’anno 2016 un corso in bioedlizia nell’ambito del corso professionale base per operatore edile oltre ad una specializzazione per un 4°anno formativo utile a ottenere il diploma di Tecnico Edile e quindi una preparazione che permetta di avere un ruolo attivo nei processi di miglioramento delle lavorazioni all’interno del cantiere, di gestione delle stesse e di monitoraggio e valutazione dei risultati”.

Per Gianni  Barchetta,  vicepresidente della CEFS  di Udine, in rappresentanza della parte sindacale Filca, Feneal, Fillea, sulla necessità di nuova formazione in edilizia afferma che “è necessario formare i giovani ma anche non disperdere le professionalità del settore, cercando di utilizzare le loro conoscenze e riallocarle nel settore. Fondamentale la trasmissione di saperi, non solo per quanto relativo alla tecnica ma soprattutto alla gestione dei lavori in cantiere”.

“È necessario indirizzarsi verso una formazione che guardi alla valorizzazione della professione edile, ne salvaguardi e non disperda le competenze già acquisite e sensibilizzi e stimoli le imprese all’innovazione, spesso use alla frequentazione delle scuole edili per soddisfare pedissequamente meri obblighi di legge in materia di sicurezza sul lavoro” ha affermato di riflesso il presidente nazionale Formedil Massimo Calzoni. I corsi sulla sicurezza hanno avuto il merito di avvicinare il mondo del lavoro alle scuole edili, ma la funzione di queste va oltre. Le scuole edili sono depositarie di un sapere che va difeso e tutelato”. Dal 2009 al 2015 l’attività formativa ha riguardato proprio la sicurezza con oltre metà degli allievi partecipanti.

In Friuli Venezia Giulia nel 2015 sono stati 3.589 gli allievi iscritti ai 319 corsi di formazione offerti. 827 quelli iscritti ai soli corsi per la sicurezza. Sono le Scuole edili di Udine e Trieste, rispettivamente CEFS Centro Edile per la formazione e la Sicurezza  di Udine e Edimaster di Trieste a offrire corsi triennali professionali utili per ottenere la qualifica di operatore edile. 90 in tutto gli studenti che nell’arco di 3 anni si iscrivono mediamente ai corsi professionali offerti dalle due scuole, 20 quelli che ogni anno raggiungono l’attestato di operatore edile. Degli iscritti ai corsi per operatore edile il 50% è straniero l’altra metà è italiano.

La conferenza è stata l’occasione per siglare ufficialmente l’accordo che vedrà la collaborazione della Regione FVG, delle Casse Edili e delle scuole edili di Udine,
Gorizia, Pordenone e Trieste, nell’ambito di BLEN.it la piattaforma digitale della Borsa del Lavoro Edile Nazionale. Alla sigla dell’accordo era presente l’Assessore regionale  al lavoro e formazione Loredana Panariti.

“La firma di questo accordo – ha affermato Loredana Panariti, conferma ulteriormente l’attenzione della Regione FVG  alla valorizzazione della bilateralità. Il Friuli Venezia Giulia ha già avviato una serie di azioni di sostegno al comparto edile promuovendo la realizzazione di opere importanti come quelle relative all’Ospedale di Trieste, al Carcere di Pordenone.  Il tema della formazione è centrale per rincorrere e rafforzare quelli che possono essere spazi di crescita del nostro paese. Ancor di più nel settore edile la cui crescita ha di fatto un effetto moltiplicatore a ricaduta su altri settori. La Regione FVG ha allocato 1 milione e 800 mila euro per riqualificare persone disoccupate in regione, molte delle quali  provvengono dal comparto edile. Ci siamo impegnati affinchè tutto il gruppo di EFFEPI rientri nei percorsi di alternanza scuola lavoro. Riteniamo infatti che sia importante condividere un progetto in cui si possa stare tutti, in un reciproco rapporto di fiducia. Per tutti questi anni parlare di edilizia in FVG ha voluto dire dire parlare di posti di lavoro persi, ma oggi ci sono dei segnali che fanno intuire ad un percorso  che se condiviso  può spostare il trend  verso la positività”.

La Borsa del Lavoro Edile Nazionale è un servizio nazionale di sistema, nato per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore delle costruzioni, che promuove e facilita i contatti tra chi offre e chi cerca lavoro. Nel portale BLEN.it sono disponibili servizi per inserire i curricula e pubblicare le domande di lavoro. Per quanto attiene al Friuli Venezia Giulia, le Casse Edili e le Scuole Edili si preoccuperano di verificare e incrociare i dati realtivi a domanda e offerta di lavoro attingendo informazioni specifiche di settore dal bacino dei Centri per l’Impiego regionali. La Borsa Lavoro Edile Nazionale è gestita dal Formedil in collaborazione con la Commissione Nazionale Casse Edili (CNCE) e dalle Scuole Edili territoriali aderenti.
“Siamo la terza regione a siglare questo accordo dopo Emilia Romagna e Veneto. Questa firma riconosce l’impegno e il ruolo delle Casse Edili del FVG nelle politiche attive del lavoro”, ha affermato Piero Petrucco, di Ance Udine componente CDA Formedil. “Le Casse Edili  regionali già da anni assegnano sussidi di sostegno agli operatori edili disoccupati. Un sussidio che viene integrato anche da fondi erogati dalle Regione. Attingere alle banche dati dei centri per l’impiego regionali, vuol dire dare alle CE e alle scuole edili regionali  la possibilità  di monitorare la domada e offerta di lavoro del comparto, permette di fatto di ottimizzare al meglio le informazioni di cui gli enti paritetici sono già in possesso, visto lo stretto contatto con le imprese edili,  facilitando l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!