Tumori prostatici: certificata la validità dell’iter attuato da Ospedale Pn e Cro di Aviano

19 Gennaio 2019

PORDENONE. Un importante traguardo per l’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone e per il Centro di Riferimento Oncologico – Cro di Aviano, che mettono insieme a segno un goal importante nel trattamento del tumore della prostata: il loro Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (Pdta) per questo tumore ha ottenuto la certificazione Uni En Iso 9001:2015 dall’Ente internazionale Bureau Veritas, nell’ambito di un progetto che è stato reso possibile grazie al sostegno incondizionato di Astellas e al supporto organizzativo di Opt, il provider deputato a preparare i Centri alla certificazione.

Obiettivo del Pdta è assicurare al paziente una presa in carico rapida, efficace ed efficiente, tale da garantirgli un’offerta ampia e innovativa di opportunità diagnostiche, terapeutiche e assistenziali secondo le più recenti Linee guida internazionali. Un percorso imperniato su un team multidisciplinare, che si fa carico del paziente, lo accompagna e rende meno arduo il passaggio da una fase all’altra della malattia.

«È un traguardo importante per la qualità dei nostri servizi ed è anche un traguardo di grande collaborazione tra l’Ospedale di Pordenone e il Cro di Aviano – dichiara Giorgio Simon, Direttore Generale dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 5 “Friuli Occidentale” di Pordenone –. Lo sviluppo ulteriore sarà quello dell’introduzione della chirurgia robotica all’interno di questo percorso che permetterà di compiere un ulteriore passo avanti». Il tumore prostatico manca al momento di programmi di screening rivolti alla popolazione maschile. Per tale motivo, a volte, la diagnosi e i trattamenti presentano difficoltà che possono essere affrontate al meglio con un approccio multidisciplinare.

«Oggi abbiamo capito che il tumore della prostata può essere molto diverso da un paziente all’altro: ci sono forme indolenti, che non necessitano per forza di un trattamento invasivo e cruento ma vanno sorvegliate nel tempo, e forme potenzialmente mortali, che devono essere trattate con la chirurgia o con la radioterapia; e siamo in grado di ottenere ottimi risultati con entrambi questi trattamenti – osserva Oliviero Lenardon, Direttore Usc di Urologia all’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone –. Da ciò l’importanza di una valutazione multidisciplinare del paziente con tumore prostatico che attraverso scelte condivise si vedrà proposta la migliore soluzione terapeutica».

Il carcinoma della prostata, che in Friuli-Venezia Giulia è il secondo tumore più diffuso tra i maschi con oltre 1.000 nuovi casi l’anno e quasi 20.000 uomini stimati che convivono con questa neoplasia, rappresenta il paradigma di queste esigenze; richiede, infatti, il coinvolgimento nel percorso di diagnosi e cura di molteplici figure specialistiche, inclusa quella non meno importante del medico di medicina generale.

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