“Trovare i colpevoli, non bloccare le adunate alpine”

12 Maggio 2022

UDINE. “La richiesta di sospendere le adunate degli alpini, che siano a Udine, Biella, Cuneo o poco importa dove, per me è sbagliata. Da parte mia, la condanna di qualsiasi molestia, violenza, reato, è ovviamente totale, come sono certo lo sia anche da parte dell’Ana e del corpo degli Alpini. Aggiungo anzi che la condanna va estesa a qualsiasi goliardata fuori luogo: questi non sono valori, né comportamenti, né spirito dei veri Alpini. Festa o fumi dell’alcol non sono attenuante”. E’ la riflessione del segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli, dopo le segnalazioni di episodi di molestie durante l’Adunata nazionale degli Alpini a Rimini.

“Chi ha commesso atti che hanno offeso, intimidito, sopraffatto – continua l’esponente dem – deve essere perseguito e condannato e, se vi appartiene, ovviamente subito radiato e allontanato da un corpo, da un’associazione, da un cappello che non merita. Rigetto però e mi offende la generalizzazione. Io a Rimini c’ero, come migliaia di altre persone, molte con le famiglie, molte con amici che vedono solo in questa occasione, molte che si organizzano per passare giornate spensierate, conoscere la nostra Italia magari dopo un anno di lavoro, impegno e volontariato. I veri Alpini odiano gesti e reati come quelli riportati. I veri Alpini intervengono a difesa di una donna, di un uomo o di un bambino in difficoltà”.

“E’ stupido negare – aggiunge Shaurli – che in grandi assembramenti di centinaia di migliaia di persone, vale per l’adunata come per altri eventi, ci possano essere persone che infangano e rovinano quell’occasione: sono stupidi delinquenti, violenti a prescindere dal contesto e, ahimè, anche dal rispetto per il cappello che portano. Ma a Rimini non ho visto solo una bella adunata e una occasione d’incontro, ho visto anche forze dell’ordine attente e presenti. Se non bastano bisogna fare di più, se non basta bisogna ancor più richiamare i valori e i comportamenti imposti dal cappello alpino. Sono sicuro che le truppe alpine e l’Ana saranno i primi a farlo. Ci si impegni per maggiore sicurezza e più controlli, si denunci tutto, si cerchino i colpevoli, anzi gli alpini per primi aiutino a trovarli: magari vedremo che alcuni di quelli con gli Alpini nulla hanno da spartire. Non condivido la richiesta di sospendere le adunate perché – precisa il segretario dem – non accetto si generalizzi o si attribuiscano agli Alpini in generale comportamenti che gli Alpini sono i primi a condannare e combattere. Un vero Alpino, semplicemente, non si comporta così”, conclude.

Analoghe argomentazioni quelle esposte da Debora Seracchiani in una nota. “Sospendere l’adunata di Udine sarebbe come arrendersi a un pugno di violenti. Io non posso e soprattutto non voglio rassegnarmi a credere che nella nostra società, nell’associazionismo e nel corpo degli Alpini, manchino le forze per isolare e reprimere personaggi e atti ignobili. Si alzino senza timore le voci delle donne molestate, con cui siamo solidali. Le mele marce vanno tolte di mezzo, ma gli Alpini, che ho ben conosciuto fra la gente anche da presidente del Friuli Venezia Giulia, sono altro da quei fatti di Rimini. Bene ha fatto il ministro Guerini a stigmatizzare subito e dovute sono state le scuse del presidente dell’Ana Favero. Ora si individuino i bestioni che hanno molestato le donne e si prendano tutte le misure per evitare il minimo rischio a Udine. Le centinaia di migliaia di Penne nere che onorano in armi o nel volontariato una missione di coraggio e solidarietà diano prova di essere all’altezza della loro vera fama e tutti si ricordino che il motto alpino ‘Di qui non si passa’ vale anche per chi vuole mettere le mani addosso a una donna”. Lo dichiara la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani.

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