Trasporti transfrontalieri: si studia una rete Fvg-Slovenia

22 Febbraio 2014

MUGGIA. Si è conclusa con la presentazione dello studio “Il trasporto pubblico di persone su autobus nelle aree transfrontaliere della penisola muggesana e del goriziano”, tenutasi questa mattina (sabato 22 febbraio) a Muggia, la due giorni di incontri e dibattiti sul Progetto TRADOMO. L’iniziativa, finanziata nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali, è già in avanzato stato di attuazione nell’area tra Italia e Slovenia e porterà alla creazione di una rete di trasporto transfrontaliera e all’integrazione tra le reti di servizi tra le due nazioni.

“Il Progetto TRADOMO è strategico perché pone le base per una collaborazione transfrontaliera ad ampio respiro – ha detto l’assessore ai Progetti Speciali del Comune di Muggia, Loredana Rossi -. Si tratta di un’iniziativa importante per tutti i partner coinvolti perché è il primo passo per la messa in rete di numerosi servizi, oltre a quelli di trasporto pubblico e fognari”.

Nel corso dell’incontro è stato presentato anche lo studio dal titolo “Il trasporto pubblico di persone su autobus nelle aree transfrontaliere della penisola muggesana e del goriziano” di Matej Gabrovec, il quale ha illustrato a quale stadio di completamento è giunto il Progetto TRADOMO. “I primi fruitori del servizio di trasporto pubblico transfrontaliero saranno i ragazzi che frequentano le scuole di Crevatini e Capodistria, ma ovviamente la linea deve essere utilizzata anche da altri passeggeri – ha spiegato Gabrovec -. Al valico di Lazzaretto passano circa mille persone al giorno, la maggior parte delle quali in automobile, molte delle quali potrebbe fruire invece del trasporto pubblico transfrontaliero. Per riuscire ad avviare l’intero servizio servono alcune concessioni che non saranno rilasciate prima del 2015, ma nel frattempo dobbiamo avviare le attività che si possono concretizzare subito. Una di queste è l’estensione delle linee a cavallo del confine, ad esempio se la linea 31 dell’autobus italiana fosse prolungata di poco oltre confine potrebbe connettersi a quella slovena. Ovviamente anche gli orari dovrebbero essere coordinati e bisognerebbe trovare un accordo per l’omologazione delle tariffe”.

La rilevanza del progetto è stata ribadita anche da Ivana Štrkalj, funzionaria del Comune di Capodistria. “Il nostro obiettivo principale è garantire, attraverso un innovativo tipo di collaborazione, un utilizzo maggiore dei mezzi pubblici così da tutelare l’ambiente – ha commentato -. Concretamente è prevista la realizzazione di infrastrutture che ci consentiranno di avviare tutte le attività previste con ricadute positive. Si tratta del primo progetto di questo tipo a prevedere la collaborazione transfrontaliera tra gestori di servizi pubblici. Stiamo lavorando per definire tariffe uniche per i servizi offerti”. 

Importante, infine, l’intervento di Mauro Zinnanti, direttore del servizio Mobilità delle Regione Friuli Venezia Giulia. “Nell’ottica della semplificazione è importante sapere che su molti aspetti legati al trasporto transfrontaliero il confronto sarà tra la Slovenia e la Regione Friuli Venezia Giulia il che ridurrà i tempi burocratici – ha spiegato -. I servizi di trasporto sono costosi per cui la collaborazione transfrontaliera sarà utile per accedere ai bandi europei”.

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