Terre collettive: a San Daniele dibattito su realtà poco note

10 Settembre 2014

SAN DANIELE. Anche quest’anno, nel corso di «San Daniele Cavalli», si potranno incontrare le proposte dell’Agricoltura sociale e della Proprietà collettiva. Prodotti e progetti delle due innovative realtà socio-economiche saranno esposti negli stand allestiti nel «Parco del Tagliamento» di Villanova di San Daniele, sabato 13 e domenica 14 settembre. Per promuovere la cultura delle Comunità locali e le iniziative dell’Economia sociale, l’«Area Solidale» della manifestazione sosterrà anche un incontro sul tema: «Terre collettive: esempi di comunità collaboranti», a cura del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva. Il dibattito è in programma venerdì 12 settembre, alle 20.30 a San Daniele, presso la Sala dell’ex Municipio di via Garibaldi, poco dopo la conclusione dell’inaugurazione ufficiale di «San Daniele Cavalli» e «San Daniele solidale», prevista per le ore 19, nell’area festeggiamenti di Villanova.

Sono previsti gli interventi del sindaco di San Daniele, Paolo Menis; del coordinatore socio sanitario dell’Azienda per i Servizi Sanitari n. 6 «Friuli occidentale», Alberto Grizzo; dell’operatore socio-culturale del movimento di volontariato «MoVi» e del Centro culturale «Luciano Tavazza», Alberto Fabris; e del portavoce del Coordinamento regionale della Proprietà collettiva, Luca Nazzi. La serata sarà arricchita da intermezzi teatrali su avvenimenti legati alle Terre collettive del Sandanielese. A cura di Gianfranco Milillo e del «G.A.D. Q. Ronchi», saranno rievocate, in particolare, le rivolte contadine del 1840 e 1841, già studiate da Piero Brunello, nell’opera «Ribelli, questuanti e banditi. Proteste contadine in Veneto e in Friuli 1814-1866» (ristampata nel 2011), e poi riproposte in chiave teatrale da Alviero Negro nel dramma in due parti «Int di Masnade» del 2004.

Terreni collettivi a Ciconicco

Terreni collettivi a Ciconicco

Oggigiorno, nel Friuli collinare, soltanto in Comune di Majano le Proprietà collettive delle Comunità locali sono ufficialmente riconosciute. Mentre nei Comuni di Coseano, Dignano, Forgaria, Povoletto, Ragogna, San Daniele e Tricesimo gli accertamenti burocratici che competono alla Regione e che sono necessari alla gestione comunitaria di tali Beni comuni tradizionali riusultano tuttora «non definiti». In altri Comuni, come ad esempio Cassacco, Colloredo di Monte Albano, Fagagna e Rive d’Arcano, sono stati emessi (talvolta in maniera del tutto arbitraria e superficiale) dei «Decreti di archiviazione» nel tentativo di cancellare un’istituzione che ha plasmato l’economia e la vita sociale delle Comunità friulane per lunghissimi periodi storici. Nella stessa area del Friuli centrale, tuttavia, si registrano significative esperienze di Comunità che gestiscono in forme attive e innovative i propri Beni collettivi (ad esempio a Bressa di Campoformido, a Ciconicco di Fagagna, a Povoletto e a San Marco di Mereto) oppure che hanno avviato processi partecipativi per il riconoscimento e la valorizzazione dei rispettivi patrimoni (ad esempio a Tomba di Mereto e a Nogaredo di Corno, in Comune di Coseano).

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