Terra variegata e complessa: il Friuli è così anche nel cibo

31 Luglio 2016

RAGOGNA. Il Friuli Venezia Giulia è una terra variegata e complessa, che si esprime non solo attraverso i suoi contenuti paesaggistici, storici e sociali, ma anche con i suoi prodotti agroalimentari tradizionali. Su questa premessa si è sviluppato il convegno “I prodotti agroalimentari del Friuli Venezia Giulia”, evento a tema alimentare con le produzioni tradizionali della regione e prodotti biologici organizzato da Ersa e Aiab e inserito nella programmazione della sedicesima edizione della BioFesta di Ragogna.

IMG_1296Il convegno, a cui ha partecipato con entusiasmo anche l’assessore regionale alle politiche agricole Cristiano Shaurli, è stato un momento di confronto sulla produzione biologica del Friuli Venezia Giulia, condotto dalla responsabile del comitato scientifico di AIAB-FVG Associazione Italiana Agricoltura Biologica Cristina Micheloni. Nell’occasione, inoltre, la dottoressa Paola Coccolo, direttrice amministrativa di ERSA e il dottor Costantino Cattivello, coordinatore della struttura stabile della ricerca e sperimentazione di ERSA, hanno presentato il nuovo Cibario del Friuli Venezia Giulia: atlante dei prodotti della tradizione”.

L’aggiornamento del Cibario è stato effettuato sulla base della XIV revisione dell’elenco nazionale dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani – PAT, con l’inserimento di ulteriori 12 prodotti tradizionali tipici della regione accreditati nell’elenco nazionale e con lo storno di due prodotti, la Brovada ed il Prosciutto di Sauris, che hanno ottenuto il marchio di tutela a livello europeo, rispettivamente DOP e IGP.

I nuovi prodotti tradizionali inseriti ed illustrati nell’edizione aggiornata del volume sono: “Osiet” (un tipo particolare di condimento), Formaggio caprino stagionato, Cavolo broccolo, Cipolla rosa della Val Cosa, Fagiolo rampicante Fiorina, “Pierçolade” (dessert a base di pesche macerate nel vino), Rapa di Verzegnis, “Gnochi de susini” (gnocchi dolci di patate con ripieno di susine), Grissino di Resiutta, “Strucchi lessi” (piccoli dolci a base di pasta fresca di farina e patate con ripieno), “Stak” (purea di patate e fagioli con lardo rosolato), Miele friulano di amorfa (l’amorfa è una pianta arbustiva spontanea che si ritrova spesso in terreni marginali sciolti e soleggiati).

«Molte delle specialità agroalimentari regionali rientranti nell’elenco nazionale dei PAT sono prodotti di nicchia, con produzioni limitate in termini quantitativi e ottenute in comprensori territoriali ristretti, che proprio per la loro produzione a piccola scala e per l’intrinseco legame con realtà piccole, ma ben definite dai punti di vista agrario, culturale, storico e paesaggistico – hanno commentato i rappresentanti ERSA – rappresentano una ricchezza culturale da tutelare e valorizzare ed anche una grande opportunità per il consolidamento e l’ulteriore sviluppo di una realtà agrituristica evoluta, ecologicamente sostenibile ed attenta alla riscoperta di quel vasto ed estremamente diversificato patrimonio di tradizioni agroalimentari e di altro genere che la cultura popolare ha saputo tramandare di generazione in generazione attraverso i secoli».

“Agricoltura biologica – ha commentato l’assessore regionale Shaurli – deve diventare un’opportunità di creazione di reddito nel comparto agricolo, con la proposta di prodotti a filiera corta che intercettino l’interesse dei mercati (la domanda è in crescita) e anche attraverso una promozione innovativa”.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!