Suonare@Folkest: vincono i piemontesi La Mesquia

25 Maggio 2015

8989ae6b-3ed5-4546-bd4d-f8c5d1f549c4SPILIMBERGO – Vincitori assoluti di Suonare@Folkest edizione 2015 sono i piemontesi La Mesquia. Secondi ex equo i Calendra dal Veneto e Francesco Alessandrini dalla Lombardia. Sotto l’attenta conduzione di Marco Miconi, presidente del Folk Club Buttrio e conduttore di Radio Spazio 103, venerdì 22 maggio, infatti, si sono svolte al Teatro Miotto di Spilimbergo le finalissime di questo Premio pensato dal Festival Folkest per animare i palchi della rassegna estiva delle nuove proposte emergenti da tutta Italia.

La giuria era presieduta dal giornalista Nicola Cossar, dalla regista RAI Claudia Brugnetta, dall’Assessore alla Cultura del Comune di Spilimbergo Luchino Laurora, dal presidente del Folk Club Buttrio Marco Miconi e dal direttore artistico di Folkest Andrea Del Favero.

Hanno aperto le danze i Calendra, che provengono dall’area feltrina – bellunese e si sono fatti conoscere grazie a un percorso fatto di musica e canzoni popolari affiancati a brani d’autore ispirati o vicini alla musica di tradizione per raccontare i territori, la cultura e le genti dell’ Arco Alpino Orientale, le leggende delle Dolomiti: inedita formazione in quartett, con un’ottima chitarra a far da contrppunto alle voci di Agnese Bee e Maria Canton e ai fiati del vulcanico Luca Ventimiglia.

La serata è proseguita con Francesco Alessandrini, di origini siciliane, ma residente a Vigevano. Tipico enterteiner da strada, molto rodato nonostante la giovane età, è stato molto apprezzato per la bellavoce, le buone doti chitarristiche e l’approccio giocoso.

Chiusura della serata lasciata a La Mesquia, una formazione piuttosto ampia proveniente dal Piemonte di cultura Occitana: brani provenienti da ricerche sul campo si alternano a originali composizioni dei diversi componenti, con una forte identificazione nella cultura trdizionale, pur non rinunciando a una forte innovazione. Dall’arpa di Alessia Musso, alla chitarra di Dario Littera, al contrabbasso di Mattia Bonifacino, alle percussioni di Silvio Ceirano, al canto, alla fisrmonica, ai flauti, alla cornamusa e alla ghironda di Luca Pellegrino, all’organetto di Manuel Ghibaudo, al violino di Chiara Cesano, per finire con la ghironda, l’armonica a bocca e alla voce di Remo Degiovanni, che è anche autore deti testi delle canzoni originali: una formazione che si muove come un orologino svizzero, ma riesce a suscitare nell’ascoltatore intense emozioni.

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