Sua eccellenza Villa Russiz

24 Giugno 2014

_dsc8068CAPRIVA. Quattordici vini in degustazione per scoprire l’annata 2013 e la messa in commercio di produzioni affinate. Quattrodici specialità della Casa per assaporare profumi e aromi delle ultime produzioni della Fondazione Villa Russiz, nota azienda di Capriva dove maturano sulle rigogliose colline uve bianche e rosse fra le migliori del Collio. Quattordici calici in fila pronti a ospitare il prezioso nettare di una cantina sorta negli ultimi decenni dell’800 per volontà del lungimirante perito agronomo conte Theodor de La Tour, che intuì la straordinaria vocazione per la viticoltura delle colline, portate in dote dalla nobildonna goriziana Elvine Ritter nel 1868. Grazie al particolare terreno e allo straordinario microclima del luogo, punto d’incontro di freddi venti alpini e di miti brezze marine, che salgono dal vicino mar Adriatico. Quando Gorizia faceva parte dell’impero asburgico era definita la “Nizza austriaca” e il Collio era il suo giardino.

dsc_8090Sono trascorsi 146 anni e la Fondazione Villa Russiz è un gioiello nel panorama vitivinicolo dell’intera penisola, promotore e produttore di vini eccellenti, pluripremiati, come l’ultimo in ordine di tempo, il Merlot Graf de La Tour del 2009, recente medaglia d’oro al concorso enologico internazionale delle Città del Vino. Ma come si fa a fare dei vini eccellenti? “Un ottimo vino – ci spiega l’agronomo e responsabile dell’azienda agricola Giordano Figheli – nasce da uve perfette, e l’uva perfetta si ottiene grazie a una corretta gestione della vigna. Che significa un lavoro costante e rispettoso della natura, dei suoi tempi e delle sue esigenze”. Quali sono i canoni di Villa Russiz? “Eleganza, finezza, mineralità e grande piacevolezza. Uno stile riconosciuto e apprezzato, che si fonda su un alleato formidabile: il territorio”.

A rendere unici i vini di Villa Russiz sono le colline, la composizione fisica e chimica del terreno e il microclima. L’azienda caprivese gestisce inoltre i suoi vigneti con il minor impatto ambientale possibile. Sono partner nella ricerca scientifica le università di Padova, di Udine e di Nova Gorica, insieme all’istituto enologico di Conegliano. Inoltre la presenza dei boschi che incorniciano le vigne, la lotta integrata contro i parassiti nocivi, i modelli meteo previsionali e l’inerbimento dei filari hanno ridotto drasticamente i trattamenti, migliorando la qualità delle uve prodotte.

MausoleoE’ sicuramente la Ribolla gialla il vino del momento ed è stato proprio questo gustabilissimo nettare a inaugurare la degustazione, seguito da alcuni prodotti negli anni scorsi a lasciati maturare per essere venduti in questa stagione. Tutti vini di riconosciuta eleganza, tra i quali la punta di diamante è rappresentata dai cru Graf de La Tour (il Merlot del 2009 su accennato), dal Sauvignon de La Tour 2013, dal Chardonnay Grafin de La Tour 2011 e dal Cabernet sauvignon Défi de La Tour del 2009.

Ma anche Pinot bianco, Pinot grigio, Malvasia, Friulano e il Grand Sauvignon Bleu del 2011, affinato 18 mesi in barrique, per strutturarsi, e 6 mesi in bottiglia. Di questo vino, che non ha alcun sentore di legno, sono state ricavate 1.152 bottiglie. Hanno collaborato assieme a Giordano Figheli nella realizzazione di queste eccellenze gli enologi Peter Fabian Moessner e Giovanni Genio, e l’agronomo Giovanni Bigot.

Claudio Soranzo

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