Studenti dello Stringher in piazza mercoledì Ecco perché

11 Febbraio 2022

UDINE. Il 16 febbraio gli studenti e le studentesse dell’Istituto Stringher di Udine decidono di scendere in piazza dalle 9 alle 13, in Piazzale Venerio, per protestare – si legge in un comunicato – contro diverse problematiche specifiche dell’istituto, contro i mancati finanziamenti alla scuola da parte dell’Edr (Ente di Decentramento Regionale) e il mancato ascolto da parte delle istituzioni. I rappresentanti di istituto hanno preso questa decisione dopo mesi di richieste inascoltate, di problematiche ignorate e mancato ascolto da parte della dirigenza.

Le rivendicazioni che gli studenti e le studentesse portano in piazza sono infatti numerose. In primo luogo la sicurezza edilizia; per citare alcuni esempi, il 21 dicembre 2021 è stata fatta una prova di evacuazione antincendio da cui sono emersi ben 11 punti non funzionanti del sistema di allarme e la verifica di evacuazione non è mai stata ripetuta. Ancora, all’interno dell’istituto ci sono numerose finestre impossibili da aprire poiché montate male, e nonostante le numerose richieste dei rappresentanti, in cui veniva rimarcata anche la pericolosità della situazione, il problema persiste. Un altro problema è quello dei trasporti: la ditta per il trasferimento scuola-palestre è stata trovata, dopo diversi bandi avviati dall’Istituto, ma l’Edr non ha assicurato, ancora dopo mesi, i fondi allo Stringher. La maggioranza degli studenti, di conseguenza, è impossibilitata nello svolgere attività di educazione fisica e passa queste lezioni in classe, guardando film o facendo teoria.

Un altro problema, forse tra i più sentiti, è quello della pausa pranzo. Dichiara il rappresentante di istituto: “Allo Stringher non c’è la mensa e quando abbiamo rientro dobbiamo andare alle attività commerciali più vicine. Abbiamo a disposizione 50 minuti, ma solo l’andata e il ritorno a piedi ci occupano 16 minuti. Il tempo che resta non basta, e in caso di ritardo molti studenti incorrono in note e sanzioni”.

Ci tengono a precisare i rappresentanti di istituto che “la manifestazione è stata l’ultima spiaggia, siamo stanchi di rimanere inascoltati”. Replicano infatti così alla dirigente Monica Napoli, che si dichiara “amareggiata” da questa scelta. “Non troviamo plausibile e accettabile – proseguono – che solo dopo aver indetto una manifestazione ci sia un’ incontro con l’Edr, dopo mesi che ci viene detto che veniva fatto tutto il possibile: evidentemente se l’incontro è stato convocato in pochi giorni solo per una manifestazione le risposte e la comunicazione si poteva ottenere prima”. Inoltre “noi rappresentanti siamo rimasti dispiaciuti e delusi dalla chiusura del Dirigente, che ha convocato un incontro con l’Edr il giorno prima della manifestazione. Se avesse realmente voluto apertura e dialogo con gli studenti sarebbe venuta in piazza a parlare. Ci sembra che ora l’importante sia fermare la manifestazione, non ascoltare i ragazzi che vogliono manifestare un loro malessere in maniera civile”.

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