Sostenere i sacerdoti è sostenere chi è in difficoltà Tra tanti, due esempi friulani

27 Dicembre 2017

ROMA. Come ogni anno torna la campagna di comunicazione Insieme ai sacerdoti, per raccogliere offerte destinate al sostentamento del clero diocesano. C’è un’intera comunità con il suo parroco al centro dello spot tv, con l’oratorio e gli abitanti del quartiere. Il parroco è Don Diego Conforzi, 42 anni, della parrocchia di Sant’Ugo nel quartiere Nuovo Salario di Roma, di circa 20.000 abitanti. Nel filmato una bambina del catechismo segue don Diego nella sua giornata tipo, dalle visite agli anziani alla pastorale giovanile, dal soccorso ai più poveri all’altare dove eleva il calice. “Doniamo a chi si dona” è la sintesi della campagna 2017 della Chiesa italiana. Uno spot per tornare a sottolineare l’impegno quotidiano di ogni “buon pastore” che ha scelto di essere al servizio del Vangelo e degli uomini, in ogni situazione, dalle più normali a quelle umanamente più problematiche.

Don Italico

Alla fine dello spot una voce recita: “Doniamo a chi si dona” con un invito a donare attraverso il sito www.insiemeaisacerdoti.it Qui, oltre a tutte le informazioni sulle Offerte Insieme ai sacerdoti (storia, dati, modalità per donare, ecc.), è interessante seguire, le storie di alcuni sacerdoti. Tante immagini reali ed emozionanti, che accompagnano il visitatore nella vita dei tanti sacerdoti chiamati ad annunciare la buona novella con la parola e le opere.

Tra i 35 mila preti diocesani sostenuti nella missione con le Offerte per il sostentamento ci sono sacerdoti come don Italico José Gerometta, parroco di nove parrocchie, in provincia di Pordenone. Ogni giorno celebra in una chiesa diversa, tenendole così aperte tutte quante. In Val d’Arzino e Val Cosa, che di recente hanno entusiasmato anche “Financial Times” per i paesaggi incontaminati, don Gerometta con le sue comunità costruisce visibilità e possibilità di vita, alla luce del Vangelo. È atteso ovunque con affetto il parroco ad Anduins, Vito d’Asio, Clauzetto e negli altri paesi a lui affidati, dove fino a pochi anni fa c’erano 9 sacerdoti, ma ora la Messa non è più così scontata.

La missione di don Italico è su chilometri di strade. Classe 1961, nato in Venezuela da emigranti friulani, poi seminarista a Pordenone, prete da 30 anni, ha costruito una profonda sintonia con la sua gente. “Le mie giornate, ringraziando Dio, sono originali, sempre diverse, aperte alle novità: per la vastità del territorio gli impegni sono tanti”. Perché a soli 45 minuti d’auto da Udine, qui la terra cambia. Alture impervie e torrenti incontaminati sono di per sé un viaggio nel tempo. Ma servono risorse e progetti. Su paesi di 3 mila abitanti sono passati nel ‘900 guerre, emigrazione e poi l’Orcolat, ‘l’orco risvegliato’ dal sisma del ’76. Ora sono ridotti a cento unità. Ma le giovani famiglie sono poche e l’alta percentuale di popolazione anziana potrebbe restare l’ultima custode di un mondo.

Sono rimaste come vedette le chiese e il ‘fogolar’ simbolo del ritrovarsi. Si va dal parroco, spiegano nei paesi, non solo per l’anima: “Nelle situazioni difficili le persone con grande spontaneità vanno in parrocchia. I servizi sociali fanno un lavoro straordinario, ma a volte sono vincolati, e allora per un’emergenza c’è il parroco, disponibile 24 ore su 24”. La sua vita è missionaria. “Ma tutta la Chiesa lo è” risponde don Italico. “I sacerdoti e il Vangelo che annunciano sono ovunque mani tese alle creature. I social media sono un antidoto vano alla solitudine”. Per i più anziani è dura: “passano ore e giorni da soli, specie d’inverno”. Lui non manca mai di visitarli.

Se al catechismo i bambini sono pochi, con i fedeli ha fondato associazioni musicali, come “Santa Margherita”: un’orchestra d’archi giovanile aperta, con masterclass che ogni anno vedono arrivare studenti (e famiglie) da fuori. Inoltre, d’accordo col vescovo di Concordia-Pordenone, hanno fatto tornare questi altari di montagna al centro della vita diocesana, aprendo una Porta santa giubilare nel 2016 nella chiesa di San Giacomo, a Clauzetto, santuario che così è di nuovo meta di pellegrini in preghiera davanti alla reliquia del Preziosissimo Sangue.

Don Dario

Poco distante dalla Val d’Arzino, a San Vito al Tagliamento vi è un altro sacerdote, coetaneo di Don Gerometta, che porta avanti con la stessa determinazione un’altra battaglia. Se il primo si occupa di alleviare la solitudine degli anziani nei paesi di montagna il secondo è in prima linea contro il gioco d’azzardo. L’impegno di Don Dario Roncadin, parroco di San Vito, Modesto e Crescenzia martiri a San Vito al Tagliamento, comincia nel 2014. Con un gruppo di giovani apre un presidio locale dell’associazione Libera (coinvolgendo anche il vicino comune di Casarsa), a supporto della campagna nazionale anti-slot.

“Ci ha sostenuto anche una ricerca della Caritas diocesana di Udine che denunciava una situazione allarmante: da novembre 2011 a ottobre 2012 attraverso i giochi erano stati rastrellati in Friuli Venezia Giulia 900 milioni di euro. Ci ha raggiunto inoltre il grido dei servizi sociali, che seguono casi di famiglie distrutte”. Don Dario ha promosso una prima serata di sensibilizzazione, con la partecipazione di 200 persone, e la richiesta pubblica di spegnere le slot in alcuni periodi dell’anno. E i risultati sono arrivati. “L’amministrazione ci ha sostenuto. Diversi cittadini si sono avvicinati e alcuni esercizi pubblici hanno aderito all’iniziativa”. E’ stato attivato anche un percorso formativo destinato a cittadini attivi in associazioni e gruppi, per monitorare bisogni, segnalare situazioni di disagio e fare prevenzione tra i giovani. Anche attraverso interventi nelle scuole, con la cooperativa Piccolo principe, in collaborazione con l’azienda socio-sanitaria su bando regionale. “Il nostro impegno anti-slot tra i cittadini e i commercianti – conclude don Roncadin – risponde all’appello di Papa Francesco ad essere ‘Chiesa in uscita.”

Per tutto il 2018 lo spot continuerà ad andare in onda su TV 2000. L’invito a domandarsi da dove vengono le risorse per sostenere i sacerdoti e donare un piccolo contributo, verrà anche dallo spot in onda, come lo scorso anno, nelle versioni da 15 e 30 secondi. Da un’idea di Alessandro Sortino, lo spot è stato realizzato da Giuseppe Carrieri. Direttore della fotografia è Giancarlo Migliore e fotografa di scena Giorgia Benazzo. Gli spot in formato web verranno promossi anche su Facebook: www.facebook.com/insiemeaisacerdoti. La pagina è molto seguita e racconta la missione dei sacerdoti attraverso storie vere presentate ogni mese nello spazio “Insieme a Don” con foto, interviste, documentari.

Tutte queste iniziative, promosse dal Servizio Promozione Sostegno Economico della CEI, hanno come obiettivo quello di continuare a diffondere la conoscenza delle Offerte Insieme ai sacerdoti destinate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero, strumento perequativo e di solidarietà nazionale scaturito dalla revisione concordataria del 1984, per sostenere l’attività dei sacerdoti diocesani. Infatti da circa 30 anni i sacerdoti non ricevono più lo stipendio dallo Stato ed è responsabilità di ogni fedele partecipare al loro sostentamento. Le offerte sono deducibili e si possono versare alla posta (conto corrente postale n. 57803009), tramite bonifico bancario, con un contributo diretto agli Istituti diocesani sostentamento clero e con carta di credito, anche attraverso il sito web www.insiemeaisacerdoti.it Nel 2016 sono state raccolte 99.906 Offerte, per un totale di euro 9.365.946.

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