“Snellire e sburocratizzare”

19 Marzo 2014

UDINE. Creazione di posti di lavoro e rilancio dell’economia attraverso il rilancio delle piccole e medie imprese. Si è sviluppato intorno a questo assunto il convegno “Sbloccalavoro: iniziative a costo zero per i cittadini”, tenutosi oggi pomeriggio 19 marzo a Udine, al quale hanno preso parte il Segretario Nazionale dell’Italia dei Valori, Ignazio Messina, il Segretario regionale dell’Idv Luca Santarossa, il sindaco di Udine Furio Honsell, il vice presidente dei Giovani imprenditori dell’Unione Europea Andrea Gelfi e Alessandro Lelli, imprenditore e docente alla Facoltà di Economia dell’Università di Bologna, nonché responsabile del Laboratorio Economia dell’Idv.

Sblocca Lavoro IdvAd aprire l’incontro Luca Santarossa, Segretario regionale dell’Italia dei Valori. “Chi fa imprenditoria deve poter imprendere ma il tessuto amministrativo piuttosto che agevolare rallenta e spesso blocca – ha spiegato -. Bisogna snellire e sburocratizzare la pubblica amministrazione e gli organi di controllo. All’imprenditore viene chiesto di essere dinamico, lungimirante, di investire di farsi carico di tanti balzelli e tasse spesso tarati sulle grandi aziende. I tempi della pubblica amministrazione e dell’imprenditoria sono troppo diversi, ma questa volta deve essere il pubblico ad adeguarsi e fare il salto di qualità”.

Pienamente concorde il Segretario Messina. “Quello del lavoro è un tema per noi determinante – ha detto Messina -. A differenza di quanto prevede lo Job Act l’Italia dei Valori crede che non si possa rilanciare il lavoro, ma sia necessario crearlo perché oggi di fatto non c’è. Per questo abbiamo proposto di abolire la riforma Fornero e ci stiamo battendo perché scompaia per sempre la pratica di far firmare le proprie dimissioni in bianco alle donne al momento dell’assunzione. Crediamo che per creare posti di lavoro sia necessario sostenere le piccole e medie imprese abbassando il costo del lavoro. Bisogna poi intervenire sulle banche, che devono avere anche un ruolo sociale scommettendo sulle imprese oneste che necessitano di un’iniezione di liquidità per andare avanti. Il governo deve intervenire perché il credito alle aziende debba essere concesso a un tasso non superiore al 4%. Crediamo che serva un contratto di lavoro europeo. Il caso Electrolux non deve ripetersi, perché il mercato del lavoro europeo deve creare pari opportunità, ma anche avere una fiscalità europea che parifichi la tassazione”.

Sulla stessa linea l’intervento di Alessandro Lelli, responsabile del Laboratorio Economia dell’Italia dei Valori. “Il nostro Paese è stato schiacciato dall’austerity e possiamo rimettere in moto l’Italia solo se si riducono le tasse e con forti investimenti da parte dello Stato – ha spiegato -. Bisogna che il Governo inietti sul mercato almeno 15 o 20 miliardi di euro all’anno per far ripartire il lavoro. Lo si può fare in alcuni settori che sono strategici come le bonifiche ambientali, la messa in sicurezza del territorio e l’ammodernamento delle infrastrutture. Per far ripartire la domanda bisogna rimettere in tasca il denaro alle persone. Dobbiamo combattere inoltre l’evasione fiscale valorizzando l’uso della moneta elettronica, ma per farlo dobbiamo azzerare le commissioni bancarie sulle transazioni elettroniche”.

Si è concentrato sulle necessità delle imprese, ed in particolare su quelle create da giovani, l’intervento di Andrea Gelfi. “Il 90% delle aziende italiane sono piccole e medie imprese con meno di 10 dipendenti – ha chiarito -. Condivido la lotta all’evasione fiscale, ma credo che sia necessario creare nel nostro Paese leggi che siano adeguate alle piccole attività permettendo il loro sviluppo, mentre allo stato attuale molte normative soffocano di fatto le aziende. Non è ragionevole che si stia creando una generazione di disoccupati che non potranno costruirsi un futuro. Bisogna però anche trasmettere ai giovani una cultura diversa da quella del ‘posto fisso’, favorendo la mentalità di fare impresa, magari anche rischiando”.

Critico nei confronti delle normative come il Patto di Stabilità, che di fatto bloccano la possibilità delle amministrazioni virtuose il sindaco di Udine, Furio Honsell. “È importante che ci siano proposte come quelle dell’Italia dei Valori – ha commentato il primo cittadino di Udine -. La nostra è una situazione critica ed io non mi faccio molte illusioni. Nel 2012 il Comune di Udine ha bandito 46 gare, mentre nel 2013 ne ha fatta una. Lo scorso anno il Comune ha ridotto il suo debito di 18 milioni e rispettato le regole imposte, ma questo a chi ha giovato? Il Comune di Udine è stato virtuoso e quindi ha fondi a disposizione, ma le regole imposte a livello nazionale fanno sì che non li possa usare. Però decreti come il Mille proroghe sviliscono il ruolo delle amministrazioni virtuose”.

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