Sindaci libici a Trieste: passi avanti nel progetto ittico

25 Febbraio 2018

TRIESTE. All’Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia, a Trieste, i Sindaci delle città libiche di Tripoli, Abdlrauf Beitelmal e Bengasi, Abdurahman M. Elabbar, si sono riuniti per il lancio del Progetto PILOT ACTION IN FISHERY SECTOR FOR LYBIA ECONOMIC DEVELOPMENT – Acronymous: PATH – DEV della Regione FVG. Il progetto nasce dalla Iniziativa di Nicosia, una iniziativa del Comitato delle regioni UE, di cui il Consiglio regionale fa parte, per il tramite del Presidente Franco Iacop.

Le autorità locali libiche si sono rivolte al Comitato europeo delle Regioni per creare sinergie che le aiutassero a ricostruire dal basso il proprio territorio, nei vari settori della salute, del sociale ed economico in generale. La richiesta avanzata al FVG è stata quella di estendere le buone pratiche nel settore della cooperazione e della pesca, mediante un percorso di formazione che coinvolgesse autorità e tecnici della Libia.

Lo scorso giugno il Consiglio regionale ha ospitato, avvalendosi di un fondo europeo (PAF) i rappresentanti ed esperti della pesca provenienti dalle città libiche di Tobruk, Bengasi, Sirte e Tripoli, che per tre giorni sono venuti in contatto con le autorità della pesca regionali e nazionali e hanno conosciuto le realtà imprenditoriali e le cooperative del settore operanti in regione. Da questi incontri sono nate da ambo le parti aspettative di formazione e di creazione di legami commerciali, che hanno portato al primo progetto per le attività di formazione nel settore della pesca e della certificazione del prodotto ittico secondo standard UE: questo permetterà l’importazione del pesce dalla Libia in tutta Europa, aprendo un nuovo canale commerciale con le aziende della Regione FVG, contemporaneamente favorendo l’impiego di giovani disoccupati libici, che verrebbero sottratti dai percorsi della criminalità, oggi responsabile, fra l’altro, del traffico dei migranti.

L’operazione nel suo complesso ha convinto il Ministero dell’Interno italiano, Dipartimento delle libertà civili e immigrazione, che ha stanziato per le prime attività progettuali 500.000 euro, sulla base di una Convenzione firmata lo scorso dicembre con la Regione FVG. La Regione avvalendosi del suo braccio operativo, Informest, ha radunato autorità ed esperti del settore della pesca, fra i quali OGS l’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale, l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente – ARPA, la Guardia costiera – Capo reparto pesca marittima – il Servizio regionale di medicina veterinaria, il servizio regionale della pesca, oltre ad esponenti delle cooperative della pesca, per svolgere il training dei formatori libici, ossia di coloro che andranno a formare giovani pescatori direttamente in Libia. nei giorni scorsi l’incontro a Trieste fra i Sindaci della Libia che hanno espresso l’invito all’Italia e all’Europa ad investire in una terra ricchissima di risorse in un momento strategico per la pace e la ricostruzione.

I Sindaci hanno rivolto il loro particolare ringraziamento al Ministro Minniti , per il tramite del suo rappresentante, il Prefetto di Trieste, per aver finanziato la parte più rilevante delle prime attività formative a favore dei giovani libici e al Presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, che ha altresì rappresentato il CoR, per aver creduto fin da subito nel successo di questa iniziativa per la Libia.

“Oggi si scrive – ha detto Iacop – una pagina della storia: le città di Benghasi e Tripoli si trovano unite per il lavoro e l’occupazione dei giovani nell’ambito del progetto per la pesca del Friuli Venezia Giulia. Questo progetto è strategico perché conduce alla messa in sicurezza del Mediterraneo, favorendo la prosperità dell’economia dei Paesi che vi si affacciano e operando per la pacificazione della Libia anche a favore dell’Europa. Resta l’impegno delle Istituzioni italiane e libiche per aprire nuovi canali in Libia, lavorando fianco a fianco a favore della sicurezza delle attività di cooperazione, nella consapevolezza che laddove c’è lavoro non c’è la guerra”.

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