Serena Pellegrino sul voto: “La poca chiarezza non paga”

7 Giugno 2016

“A Trieste la mancanza di chiarezza sui simboli e le relative appartenenze è stato un elemento decisivo durante queste amministrative. SEL non ha rinnovato la campagna di tesseramento poiché stiamo lavorando sulla nascente Sinistra Italiana. Ma il simbolo di SEL, con cui è stato sostenuto il sindaco Roberto Cosolini, è stato preteso e ottenuto per questa campagna elettorale dal consigliere regionale Giulio Lauri, mentre il nuovo simbolo di Sinistra Italiana, attorno al quale si è riunita l’affollata assemblea fondativa regionale, pochi giorni fa a Udine, non può ancora essere utilizzato da alcun candidato. Questo ha senz’altro creato molta confusione. Inoltre, il fatto che il PD nel passato abbia usato i nostri voti per vincere, ma poi abbia governato ignorando i programmi e perseguendo i propri obiettivi ha determinato la perdita di credibilità nei confronti dei cittadini”. Lo dichiara la parlamentare di Sinistra Italiana Serena Pellegrino, vicepresidente della commissione Ambiente a Montecitorio.

“Per quanto mi riguarda – aggiunge – non ho sostenuto Cosolini, perché la sua politica, troppo affine a quella liberista del governo centrale, è ben lontana dalle battaglie politiche che sosteniamo quotidianamente in Parlamento contro la maggioranza. Ho invece condiviso la coraggiosa proposta di Sossi quale preludio alla declinazione sul territorio della linea di Sinistra Italiana. Non ritengo di dare indicazioni ai cittadini per il ballottaggio, come concordato con Marino Sossi, perché la politica di Cosolini in questi cinque anni non ha marcato la differenza da quella di un candidato come Di Piazza, da cui mi sento profondamente lontana. Mi ricorda solo quale sia la differenza tra la fotocopia e l’originale. Comunque scelgano, la Ferriera resta in funzione, in attesa che sia il crollo del mercato dell’acciaio a porre fine al disastro ambientale”.

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