Serena Pellegrino: bisogna respingere il trattato Ceta

19 Febbraio 2017

ROMA. “Durante i lavori congressuali di Sinistra Italiana è stata sottolineata la gravità dell’approvazione del CETA (Accordo economico e commerciale globale) da parte del Parlamento Europeo: ennesima dimostrazione del liberalismo sfrenato nell’era della globalizzazione, alla quale hanno partecipato un gran numero di parlamentari italiani. Sconcerta il voto favorevole di alcuni europarlamentari appartenenti al PSE, tra cui i rappresentanti della circoscrizione Nord-Est, Kyenge, Zanonato, Zoffoli e l’udinese Isabella De Monte, soprattutto dopo che molti deputati italiani del Partito Democratico di sono espressi con mozioni, interrogazioni e dichiarazioni esplicite contro i trattati”. Lo dichiara la parlamentare Serena Pellegrino (SI), vicepresidente della commissione Ambiente a Montecitorio.

“Il PD si dichiara ancora – nonostante tutto – un partito di centro-sinistra: ci si chiede come sia possibile che molti dei suoi eurodeputati possano sostenere un trattato che obbligherà l’Europa a svincolarsi dal principio di precauzione e dai sistemi di tracciamento alimentare. In cambio otterremo una perdita di posti di lavoro calcolata in 40 mila solo per l’Italia e una severa riduzione dei redditi pro capite. Tutto questo avrà una enorme ricaduta sulla pelle dei cittadini del Friuli Venezia Giulia che vivono prevalentemente del reddito e del lavoro delle piccole e medie aziende che producono eccellenze riconosciute a livello mondiale. Il settore agroalimentare si ritroverà spogliato dei benefici derivanti dalle indicazioni geografiche e soffocato dall’omologazione colturale indotta dalle multinazionali. Fattori che a loro volta implicheranno una drammatica perdita della biodiversità e notevoli ripercussioni sul turismo enogastronomico”.

“Conosciamo – precisa Pellegrino – il mandante di questo episodio: sono le multinazionali. Conosciamo anche le vittime: i cittadini, i loro diritti, l’ambiente in cui vivono, il cibo di cui si nutrono. I cittadini non accettano più di essere sottomessi al potere delle lobbies economiche! Chi persegue questo scellerato progetto si fa portatore di un pensiero ormai desueto, omologabile al liberismo obsoleto che ci ha portato alla crisi di tutte le crisi, quale mai si era verificata nel passato. Il CETA entrerà in vigore, in modalità provvisoria, fino che i 28 parlamenti nazionali si esprimeranno a loro volta. E’ questa la forza dell’indipendenza dei Parlamenti. Eserciteremo perciò le pressioni necessarie affinché il dibattito relativo al CETA si svolga alla Camera dei Deputati e al Senato per impedire che il Parlamento ratifichi questo trattato esattamente come è accaduto per il TTIP che è stato rigettato”.

“E’ da tempo ormai – conclude Pellegrino – che il nascente partito Sinistra Italiana, attraverso i suoi esponenti, manifesta la sua netta opposizione ai trattati di libero commercio, congegni normativi costruiti ad arte per spazzare ciò che resta del welfare. Sostiene le campagne contro CETA e TTIP anche in Friuli Venezia Giulia, collaborando con il Comitato Stop TTIP di Udine”.

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