Sanità nella Bassa: sindaci e cittadini preoccupati vogliono a breve un incontro pubblico

13 Dicembre 2019

PALMANOVA. Quale futuro per la sanità nella Bassa friulana dopo lo svuotamento repentino e sistematico dell’ospedale di Palmanova? È questa la domanda che si pongono molti sindaci dell’area palmarina, cervignanese ed isontino dei Comuni di Aiello, Bagnaria Arsa, Cervignano, Chiopris-Viscone, Campolongo-Tapogliano, Fiumicello-Villa Vicentina, Gradisca d’Isonzo, Grado, Romans d’Isonzo, Ruda, San Vito al Torre, Terzo di Aquileia, Torviscosa, San Canzian d’Isonzo, Villesse, Staranzano, Mariano.

“Il nostro territorio – ricorda allarmato il sindaco di Palmanova, Martines – sta perdendo un punto di riferimento fondamentale per un bacino di utenza di 80 mila persone. A ciò si aggiunge il rischio di perdere alcuni dei servizi territoriali che storicamente rappresentano un’eccellenza, costruiti in anni di tradizione amministrativa orientata al sociale e alla vicinanza del servizio sanitario al cittadino. Quest’area verrà inglobata in un’azienda che va da Tarvisio a Lignano e Aquileia e avrà come riferimento l’ospedale di Udine, che in quanto hub dovrebbe accogliere esclusivamente le patologie complesse. Saremo in balia delle scelte che faranno i nuovi dirigenti di questa nuova azienda in un contesto in cui la politica non ci darà alcuna garanzia per realizzare il famoso Super Ospedale di Palmanova”.

“Ben venga al più presto quindi il confronto pubblico – auspica Martines – con i consiglieri regionali. Apprendiamo con piacere la volontà di Mattiussi di spiegare la logica della riforma sanitaria e dell’impatto che questa avrà sul territorio della Bassa friulana. Dopo la sconcertante ammissione di Mattiussi sulle forzature adottate da Fedriga e Riccardi per cancellare in meno di 24 ore, con un blitz normativo, un punto nascita d’eccellenza e cosi cominciare a demolire gradualmente un intero nosocomio, ora non troviamo traccia nella riforma dell’annunciato super-ospedale che avrebbe dovuto garantire una specializzazione al nosocomio palmarino, quale presidio di questo territorio, come fatto invece per gli ospedali di Latisana, Gemona, Monfalcone, Cividale”.

Fedriga dichiarava a giugno, ai margini del consiglio durante il quale fu deciso il ‘de profundis’ per Palmanova che “l’ospedale di Palmanova sarebbe stato potenziato prevedendo nuove funzioni nel contesto della legge che avrebbe ridisegnato la programmazione sanitaria in Friuli Venezia Giulia entro la fine di quest’anno”. Niente di tutto questo è successo con la recente legge sulla sanità regionale approvata pochi giorni fa. “Ci auguriamo che a quel confronto pubblico – conclude il sindaco Martines – i sindaci con la fascia e i cittadini non siano considerati ‘una claque’, come Mattiussi ha osato definire i presenti all’incontro che Fedriga e Riccardi ebbero a fine luglio a Palmanova e al termine del quale non ci fu consentito nemmeno fare domande o consegnare pubblicamente le 17 mila firme contro la chiusura del punto nascita”.

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