Sanificare le strade oltre che inutile può essere pericoloso

28 Aprile 2020

UDINE. E’ necessaria una specifica ordinanza regionale per riportare entro criteri di tutela dell’ambiente e delle persone e di effettiva utilità le operazioni di pulizia messe in atto ripetutamente dai Comuni più sull’onda emotiva che sulla base del reale beneficio nel controllo dell’epidemia da Sars-CoV-2. Legambiente Fvg chiede che vengano rispettate le norme in materia di utilizzo di prodotti chimici pericolosi e vengano recepite le indicazioni tecniche dell’Ispra che, tra le altre cose, sconsigliano fortemente l’uso massivo ed indiscriminato dell’ipoclorito di sodio, per i danni gravi che possono essere arrecati all’ambiente e alla salute umana.

L’ipoclorito di sodio è una sostanza che non può essere utilizzate per fini pubblici se non dopo che un esperto appartenente alle professioni sanitarie ne abbia valutato i possibili effetti: è appena il caso di sottolineare che la scheda di sicurezza del prodotto è di ben 18 pagine e prescrive le precauzioni per chi utilizza o viene in contatto con tale sostanza. Ai fini della ‘disinfezione’ delle strade l’Ispra ha tenuto conto di quanto esposto in detta scheda e le sue linee guida, fatte proprie, oltre che dal Ministero dell’Ambiente, dall’Istituto Superiore di Sanità, sono state inviate dal Ministero della Salute a diversi organi. Nell’elenco dei destinatari figurano tra gli altri gli Assessorati alla Sanità delle Regioni a statuto ordinario e speciale e l’Anci.

“Il documento portato a conoscenza degli assessorati regionali competenti per materia considera misura di assai dubbia utilità la disinfezione di strade e pavimentazioni esterne poiché non esiste alcuna evidenza che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del Covid-19” – fa rilevare in una nota la Legambiente Fvg -. Ai forti dubbi sulla reale utilità delle attività di disinfezione, si accompagna la forte preoccupazione riconducibile alla sostanza cui si sta facendo prevalentemente ricorso per mettere in atto questi interventi impropriamente definiti di sanificazione, cioè l’ipoclorito di sodio, i cui i pericoli sono, come detto, noti e certificati: corrosivo per la pelle e dannoso per gli occhi e potenzialmente in grado di liberare sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente con conseguente esposizione della popolazione a gravi rischi.

Inoltre, l’eventuale mancanza di idonei Dpi negli operatori e di avvertenze per la popolazione si configura come vera e propria violazione di legge. Questi ed altri motivi altrettanto preoccupanti – conclude l’Associazione ambientalista – ci spingono a chiedere al Governo regionale di esprimersi in maniera inequivocabile sulle procedure da mettere in atto per operare interventi solo a carattere straordinario, assicurando misure di protezione adeguata per gli operatori e la popolazione esposta e soprattutto facendo ricorso a saponi o comunque a detergenti convenzionali, come individuati da Ispra, piuttosto che a soluzioni che, producendo come l’ipoclorito vapori tossici, possono risultare più dannosi che efficaci”.

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