Sala gremita per “ascoltare” la Riforma costituzionale

15 Maggio 2016

UDINE. Costituzionalista, componente effettivo della “Commissione per le riforme costituzionali” nominata dal Governo Letta (il cosiddetto gruppo dei Saggi). Il professor Francesco Clementi ha anche predisposto una relazione per il Parlamento in vista del processo di riforma costituzionale in corso nell’attuale XVII Legislatura. La medesima riforma oggetto del referendum confermativo in programma il prossimo autunno. Proprio Clementi è stato ospite del Pd udinese, in occasione di un incontro di approfondimento sulla Riforma Costituzionale. Al tavolo dei relatori, assieme al professore anche l’onorevole Paolo Coppola e il segretario dem, Enrico Leoncini.

davIn una sala gremita, davanti a una platea attenta, il professore ha iniziato a spiegare la Riforma, il suo perché, le sue sfumature. In piedi, davanti alla scrivania, proprio come durante una lezione all’Università, ha iniziato chiedendo al pubblico di intervenire, di fare domande. «Proveremo – ha spiegato – a fare una chiacchierata che parte dal merito. Non è una giornata di propaganda. Ci sono due grandi ragioni che sottintendono il senso dell’incontro di oggi. La prima è presentare nel merito la riforma costituzionale, la quale si basa su tre punti: innanzitutto costruire istituzioni che siano capaci di precostituire le condizioni per uno sviluppo economico. Quindi proteggere il Paese dalle crisi economiche (che potenzialmente potrebbero esserci), rafforzando le sue istituzioni e riscoprendo la Costituzione Italiana. Costituzione – ha proseguito – che infatti viene difesa e protetta tramite la non-modifica della prima parte, che rimane intatta: il mantenimento delle prerogative del Capo dello Stato, la difesa delle garanzie della Magistratura e della giustizia in quanto tale. E sopratutto il fatto che questo Paese rimane un Paese con forma di Governo Parlamentare, non Presidenziale. Per fare tutto ciò, tuttavia, – ha precisato – noi dobbiamo revisionare il testo Costituzionale per rafforzarne la sua misura democratica e dunque rafforzarne innanzitutto gli strumenti che rendono adeguate le istituzioni e le regole al tempo che cambia».

Il secondo punto della discussione ha riguardato le regole e istituzioni necessarie per rafforzare il nostro Paese di fronte alle sfide. «E qui tre grandi punti: il primo, un bicameralismo che sia degno, al tempo stesso, di una forma di Governo più responsabile, più vicino agli elettori, più vicino a una dinamica rispettosa dell’indirizzo politico, e invece, un Senato più vicino all’idea del Paese che abbiamo. Un Paese fatto di Regioni e Comuni. Complesso, difficile, molto diviso e, vorrei dire, – ha precisato – anche giovane. Secondo – ha proseguito – come articolare il rapporto fra lo Stato e le Regioni, dopo i disastri degli ultimi 15 anni. Le Regioni – ha chiarito il professore – devono ritrovare la loro autonomia nella riscoperta della loro responsabilità. Lo Stato deve fare lo Stato. Quindi si deve occupare, meglio e con maggiore profondità, anche di quello che gli compete: energia, grandi infrastrutture, temi generali che consentono allo Stato di portare l’intero Paese a crescere. Terzo punto – ha concluso Clementi -, si protegge e si difende anche, con la riforma costituzionale, un’idea di Paese nuovo. Più aperto, più aperto anche all’Unione Europea. Aperta agli investimenti, allo sviluppo. Attraverso misure più semplici».

Chiudendo l’onorevole Coppola ha ricordato che: «A ottobre il nostro Paese avrà una grande occasione per fare un passo avanti. Il professor Clementi ci ha spiegato benissimo il percorso difficilissimo che ha portato a questa Riforma e l’importanza dell’approvazione definitiva. Non è un referendum sul Governo Renzi – ha ricordato -, ma l’occasione per rendere le fondamenta della nostra democrazia più forti e più adatte ad affrontare le sfide del contesto attuale. Da qui a ottobre i comitati del ‘si’ avranno una bellissima sfida di fronte: spiegare agli italiani l’importanza e la bontà di questa riforma. Sono sicuro – ha concluso l’onorevole – che i nostri concittadini ci daranno ragione».

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