Rugby e pandemia. Il punto con il coach Simone Lentini

17 Gennaio 2022

Il coach Simone Lentini osserva

PASIAN DI PRATO. Il progetto ovale dell‘Rc Pasian di Prato continua per la sua strada, programmata e strutturata. Certo è che la situazione pandemica sta mettendo a dura prova un po’ tutti: giocatori, membri della società e allenatori. Ecco, quindi, il punto della situazione ovale fatto da Simone Lentini, uno dei tecnici dell’U17 delle Linci, formazione tra le più convincenti di questo inizio di stagione che vanta anche quattro atleti convocati nei Dogi e negli Asa, la selezione interregionale dei migliori atleti di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Dopo questi mesi di campionato, ricchi peraltro di soddisfazioni sportive, come vivi questo stop?

Purtroppo non possiamo fare altro che attenerci alle regole e sperare di riprendere le competizioni il prima possibile. Nonostante lo stop, i ragazzi hanno una costanza negli allenamenti da elogiare e proprio da questo aspetto noi tecnici vogliamo e dobbiamo puntare in maniera importante

Come vedi il ruolo dell’allenatore in questo momento storico. Nella pandemia cosa hai dovuto cambiare come atteggiamento e programmazione verso i tuoi atleti?

Ovviamente il periodo più duro è stato quando dovevamo mantenere il distanziamento tra giocatori. Fare una programmazione di allenamenti adatta al rugby ed evitare lunghi esercizi ripetitivi non è stato per nulla semplice. La soddisfazione insieme ai miei colleghi è stata quella di non perdere dei giocatori per strada. Bisogna avere tanta fantasia e dare sempre il massimo.

Un sogno nel cassetto, guardando al futuro della tua U17?

Questo è un gruppo fantastico con una costanza ammirevole oltre ad avere anche dei bei talenti. Le vittorie di questo inizio di stagione hanno fatto sì che possiamo misurarci con squadre di alto livello ; questo rappresenta un aspetto che aiuta in maniera determinante la crescita di tutti. Sono convinto che molti atleti emergeranno e che almeno qualcuno sarà premiato e si toglierà la soddisfazione di arrivare a giocare ai massimi livelli. Noi, di certo, lavoriamo per provare a fargli fare il salto di qualità.

Davide Macor

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