Ritirata di Russia: Trieste ricorda i 900 caduti giuliani

21 Giugno 2021

TRIESTE. I 900 soldati triestini, goriziani, istriani e dalmati caduti o dispersi in Russia nella seconda Guerra mondiale sono stati ricordati oggi a Trieste nel corso di una cerimonia promossa dalla sezione “Giuliana” dell’Unione nazionale italiana reduci di Russia (Unirr) in occasione dei 40 anni della posa del cippo commemorativo al Parco della Rimembranza, avvenuta il 21 giugno 1981.

All’evento sono intervenuti, accanto al vicepresidente nazionale Unirr Govanni Soncelli e al presidente della Sezione di Trieste e Gorizia, Danilo Grattoni, il prefetto di Trieste Valerio Valenti, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti, il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo, l’assessore comunale Angela Brandi, il presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Panteca, il comandante del Comando militare Esercito “Friuli Venezia Giulia”, generale di Brigata Andrea Bertocchi.

“Simbolo e valorosa testimonianza dei caduti di Trieste e di queste terre nella campagna di Russia – ha ricordato il vicepresidente Soncelli – è la famiglia di Scipio Slataper: il tributo alla Patria di questa famiglia triestina non giunse solo con la Medaglia d’oro al valor militare nella Grande Guerra di Guido Slataper, ma nel secondo conflitto mondiale anche dai dispersi in Russia Scipio Secondo Slataper, sottotenente della Julia, a sua volta Medaglia d’oro alla memoria, e del cugino Giuliano, sottotenente della Tridentina, anch’esso Medaglia d’oro alla memoria”.

Entrambi dispersi nel corso della ritirata di Russia, nel gennaio 1943, i due ufficiali alpini sono tra gli 80 mila soldati italiani ancora senza tomba rimasti nelle steppe dell’Ucraina o nei campi di prigionia russi, dove proseguono le ricerche e le missioni dell’Unirr per rintracciare i loro resti. Tra queste indagini, ha segnalato Soncelli, quelle ad Arbusow, “il vallone della morte dove si immolarono per cercare di rompere l’accerchiamento a fine dicembre ‘42 gran parte dei fanti della divisione Torino”. “I numeri della tragedia vissuta dai soldati italiani in Russia rappresentano una tremenda pagina di storia”, ha sottolineato il prefetto Valenti ricordando “la memoria ancora vivissima per la battaglia di Nikolajewka, il 26 gennaio 1943. Occorre raccontare nelle scuole quelle drammaticità e l’eroismo di quanti parteciparono a quei fatti”, ha aggiunto Valenti.

“Quest’anno tanti Comuni d’Italia, e tra questi il Comune di Trieste, hanno voluto ricordare i cento anni del Milite Ignoto: nei tre anni della campagna di Russia si calcola che oltre 80 mila siano stati i Militi Ignoti, dispersi, senza una croce, o sepolti senza nome”, ha indicato il presidente dela Sezione “Giuliana” Danilo Grattoni. “E’ quindi anche un nostro dovere ricordare per sempre gli eroici militari italiani, che dimostrarono un grandissimo coraggio e un indomito attaccamento alla Patria, pagando – ha concluso – anche il prezzo più alto, quello della vita”.

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