Ripartenza turistica: si tenga conto di “luoghi dimenticati”

9 Maggio 2020

UDINE. In questo momento estremamente difficile per il comparto legato al turismo che, se tutto andrà bene, si attesterà su una perdita superiore al 50% dei ricavi presunti, la Giunta dovrà fare il maggior sforzo possibile per aiutare un settore che, da solo, vale il 12% del Pil regionale. A partire da questa constatazione, i consiglieri del Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia, Giampaolo Bidoli e Massimo Moretuzzo, hanno proposto un ordine del giorno al ddl n. 86, approvato nella seduta d’Aula del 5 maggio, a sostegno di una ripartenza del turismo che tenga conto anche dei territori dimenticati della regione.

«Verosimilmente l’area balneare sarà quella che dovrà sopportare le maggiori perdite in termini di presenze – commenta il consigliere Bidoli –, tuttavia sarà molto importante avere un occhio di riguardo anche per le aree montane e per il turismo slow che, negli ultimi anni, ha avuto un apprezzamento crescente da parte dei turisti in cerca di emozioni, cultura, enogastronomia e naturalismo. Non va dimenticato poi che i molti cambiamenti e le necessarie precauzioni sanitarie modificheranno tanto i flussi turistici quanto l’offerta degli operatori del settore, con una prevalenza del turismo interno o comunque di prossimità e nuove modalità di fruizione degli spazi.

La probabile necessità di mantenere le distanze interpersonali ed evitare grandi assembramenti possono bene adattarsi alle numerose località montane e rurali della nostra regione che, escluse dai grandi flussi turistici degli anni passati, offrono grandi spazi e tranquillità, insieme alle bellezze e all’autenticità di cui sono portatrici. Anche una crisi dalle gravissime conseguenze come quella che stiamo vivendo – conclude Bidoli –, può contenere un’occasione per il rilancio di luoghi e operatori periferici spesso ingiustamente dimenticati. Chiediamo quindi che la Regione, per il tramite di PromoTurismo Fvg, avvii in tempi stretti un progetto di valorizzazione e promozione turistica anche di nuove località regionali, finora considerate secondarie, siano esse montane o rurali, al fine di sostenere lo sviluppo locale e una diversificazione delle strategie di risposta del comparto turistico alla crisi attuale».

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