Ricorso contro l’Italicum, il Tribunale di Trieste rimette gli atti alla Corte Costituzionale

2 Dicembre 2016

UDINE. E’ notizia di questi giorni – si legge in un comunicato di Patrie Furlane – che il Tribunale Civile di Trieste ha dichiarato “rilevanti e non manifestamente infondate” le argomentazioni esposte da un gruppo di ricorrenti friulani che hanno chiesto alla Magistratura di impugnare l’incostituzionalità della legge elettorale ITALICUM. Ora si attende la trasmissione degli atti alla Consulta, che potrebbe pronunciarsi anche sulle connesse impugnative provenienti da Messina, Torino, Perugia, Genova, in una data successiva al referendum costituzionale del 4 dicembre.

“Le questioni incidentali sollevate da Trieste – si legge ancora – riguardano gli aspetti problematici più generali e rilevanti, come il premio di maggioranza parlamentare più che assoluta sempre attribuito alla singola lista di partito vincente all’esito di un ballottaggio senza alcuna soglia minima, in grado di trasformare del tutto artificiosamente pochi voti in molti seggi. Vi è ulteriore impugnativa anche sulla possibilità di pluri-candidatura riservata ai super-candidati capilista nominati dalle segreterie di partito anche in dieci collegi con diritto di opzione assolutamente discrezionale per il territorio di loro elezione e conseguente sacrificio dei voti di preferenza nel collegio optato”.

“Le questioni speciali linguistiche – si rileva – potranno venire affrontate anche successivamente; riguardano in generale l’illegittima tendenza a discriminare la comunità linguistica ‘friulanofona’ (riconosciuta ex L. 482/99 e D. Lgs. att. Stat. Spec. 223/02) in quanto priva di uno Stato estero di riferimento (contro l’art. 3 Stat. Spec. e la Sent. 215/13 della Consulta) e in particolare l’inedita soglia circoscrizionale per l’accesso ai seggi innalzata fino al 20% su base regionale e l’eccessiva ampiezza anche in territorio friulano e friulanofono fino al Tagliamento del collegio sud-orientale che eleggerà deputati triestini in palese violazione delle zonizzazioni linguistiche rilevanti quanto ad omogeneità territoriale e linguistica anche ai sensi delle convenzioni internazionali ratificate dalla Repubblica Italiana (L. 302/97)”.

I ricorrenti sono vari esponenti del mondo politico ed intellettuale friulano, tra cui Federico Simeoni (Cons. Prov. Patrie Furlane) o Paolo Fontanelli (Comitato Rilancio Autonomia Friuli). L’iniziativa si inserisce nell’ambito dei ricorsi elettorali contro l’ITALICUM coordinati dall’avv. on. Felice Carlo Besostri di Milano. Referente distrettuale per i friulanofoni è l’avv. Luca Campanotto di Udine.

“Un primo passo importante, come fondamentale – conclude il comunicato – sarà quello di domenica 4 dicembre in cui, per il bene dell’intero Friuli, vi chiediamo di fare una scelta ragionata e di cuore, votare NO. Non rinunciate al vostro diritto (e dovere) di manifestare la vostra opinione, perché in questo Referendum non è necessario raggiungere il “quorum” con il rischio che pochi votanti “si” vincano e dettino la loro irresponsabile legge”.

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