Riattivare specialità e servizi all’ospedale di Palmanova

28 Febbraio 2021

PALMANOVA. “Ci fa piacere che pian piano si torni alla normalità, ma questo piccolo segnale di ripartenza deve essere seguito, al più presto, dalla riattivazione di tutte le specialità e servizi che l’Ospedale di Palmanova offriva fino a prima dello scoppio della pandemia, per non parlare dell’ormai dimenticata promessa regionale del Super Ospedale. La riapertura di Medicina interna risale ormai a diversi giorni fa, come comunicatomi dal direttore del reparto Raffaele Zoratti. Sarebbe stato oltremodo dannoso, un ulteriore grave danno per l’intera comunità, che Medicina non riaprisse. Già il fatto di averla chiusa per mesi, ha creato moltissime difficoltà a chi aveva bisogno di cure non legate al Covid. Siamo ancora molto lontani dalla piena operatività della struttura, travolta dall’emergenza Covid e duramente colpita da scelte regionali e aziendali. Togliere cento per ridare venti non è una vittoria, rimane una sconfitta per tutti i cittadini”.

Questa la reazione del Sindaco Francesco Martines dopo aver letto, dai mezzi d’informazione, degli annunci dell’Assessore regionale alla sanità Riccardo Riccardi e del Consigliere comunale Massimiliano Tosto. “La diminuzione dei ricoveri nelle terapie intensive e negli altri reparti deve permettere di programmare con atti aziendali il tanto promesso “Super Ospedale” a Palmanova, con la partenza delle attività programmate di mammaria, protesica e oculistica, con il ripristino dell’urgenza chirurgica, ortopedica e traumatologia, con il mantenimento dei servizi sanitari storicamente presenti a Palmanova, investendo su servizi, su personale medico, su tecnologia e strutture. Fondamentale anche che non vengano definitivamente chiuse le attività ambulatoriali di pediatria e ostetricia-ginecologia. Una volta controllata la pandemia, le mamme, adesso impaurite, torneranno a richiedere assistenza in ospedale e rischiano di non trovare alcun supporto”.

E aggiunge il Sindaco: “Purtroppo a Palmanova, da quando è stato chiuso il punto nascita nel luglio 2019, indipendentemente dalla pandemia, sono state fatte tante promesse ma nessun atto programmatorio. E intanto si toglieva la chirurgia d’urgenza, veniva ridimensionata tutta l’attività ambulatoriale, il tutto a favore di altri ospedali di rete e ingolfando quello di Udine. Allo scoppio della pandemia, la struttura di Palmanova è stata scelta come ospedale Covid, percepito dalla gente come un lazzaretto”. In conclusione un auspicio: “Ci auguriamo che questa emergenza sanitaria abbia insegnato a tutti che gli ospedali di rete sono fondamentali e che vanno potenziati e non smantellati. A Palmanova deve essere riconosciuto quanto ha dato in questa situazione e gli si disegni un ruolo degno del suo importante passato, sia per rispetto di chi ci lavora e sia perché offre servizi a un bacino baricentrico da 80.000 abitanti”.

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