Reperire documenti mancanti per indennizzo risparmiatori

18 Gennaio 2020

UDINE. Sarà possibile per tutti i risparmiatori danneggiati dal crac delle ex popolari venete – anche per coloro che hanno aderito all’accordo transattivo e per le piccole aziende – presentare la domanda di accesso al Fondo fino al 18 aprile 2020 ( rif. Legge di Bilancio dd. 16/12/’19), ma coloro i quali non sono in possesso di tutta la documentazione bancaria devono prevedere un’attesa di ca. 60 giorni per acquisirla. Lo ricorda in una nota il Movimento Difesa del Cittadino, che pertanto invita gli interessati a volersi attivare in tempo utile onde evitare di rimanere esclusi dalla possibilità di ottenere l’indennizzo forfettario diretto del 30% sul valore di acquisto delle proprie azioni o del 95% di quello delle obbligazioni convertibili.

Peraltro, qualora i dati bancari relativi ad azioni ed obbligazioni dovessero rimanere incompleti o incongrui, la Consap avvierà un’interazione diretta con le Banche interessate al fine di semplificare gli adempimenti burocratici ai singoli richiedenti. Si rimarca che, non sono indispensabili, ai fini della presentazione della domanda, i limiti di reddito imponibile (35 mila euro) e patrimonio mobiliare (100 mila), in quanto è possibile, con la procedura di tipo arbitrale (II° binario), documentare anche il misselling, ovvero l’errore delle Banche nella vendita dei titoli, in quanto non adeguati e non appropriati per il cliente.

Infatti, ci sono anche le violazioni-tipo per agevolare la richiesta di rimborso oltre i limiti di reddito e patrimonio. La delibera della Commissione Tecnica, istituita dal Mef, pubblicata alla vigilia delle festività natalizie, elenca i casi che faciliteranno i Risparmiatori a scegliere quello più aderente alla propria posizione. Nondimeno, è opportuno evidenziare – si legge ancora – che la Commissione Tecnica avrà la facoltà di verificare, volta per volta, se un nuovo caso, che esuli dalle tipizzazioni elencate, sia meritevole di tutela e sia qualificabile come violazione massiva, garantendo, quindi, le giuste tutele a tutti i risparmiatori. Il Centro Giuridico del Mdc provvederà a redigere una memoria in punto di diritto con cui poter dimostrare il nesso di causalità fra la violazione del Tuf da parte della banca e il danno subito, corredandola dei documenti bancari, amministrativi o giudiziari legati anche agli accertamenti di violazione compiuti con provvedimenti Consob, Banca d’Italia, Acf o dell’Autorità giudiziaria.

Benchè i Risparmiatori “con la procedura del II°binario” che hanno effettuato operazioni di acquisto, o mancata vendita, di azioni negli ultimi anni di crisi, a partire degli aumenti di capitale, potranno contare su molti casi di errata profilatura dei clienti o di mancata informazione, anche i soci di vecchia data, senza operazioni, potranno fare leva su altri filoni, ossia come le violazioni informative sul patrimonio di vigilanza, intaccato dalle “baciate”, specie nel caso del miliardo di BPVi, o sulle perdite dei crediti, o ancora “sulla mancanza di presidi di correttezza” sul prezzo delle azioni, caso tipico per BPVi e Veneto Banca! La delibera sulle Tipizzazioni, considera casi da rimborsare al 30% anche le “baciate”: sia “dirette” (i finanziamenti per acquistare azioni) che “inverse”, ovvero gli scoperti di conto corrente a tassi di favore per sostituire la mancata vendita delle azioni, ora chiesti indietro a tassi a doppia cifra da Intesa!

Si precisa al riguardo, che la richiesta al Fir non è incompatibile con la causa per la nullità dell’operazione baciata, giacché si può specificare nella richiesta che la medesima è condizionata all’esito della causa: in caso di vittoria giudiziaria il rimborso va restituito (l’indicazione vale sia per chi ha già promosso una causa, sia per chi vuole lasciarsi aperta la possibilità).

Sul sito www.mdc.fvg.it è possibile consultare il Vademecum completo sul Fir con le risposte ai dubbi più frequenti, pubblicato negli scorsi mesi. Per eventuali altri quesiti scrivere a sportello-assistenza-fir@mdc.fvg.it

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