Realizzato un esoscheletro dai molteplici impieghi

2 Agosto 2021

Il team di progettazione

AVIANO. Durante l’incontro conclusivo Porzio, Latrofres e il Centro Riferimento Oncologico di Aviano (Cro) hanno confermato che i risultati ottenuti nei due anni e mezzo di progetto sono significativi, sia da un punto di vista scientifico e tecnologico, che industriale, e hanno deciso di avviare un percorso per brevettare l’esoscheletro. Si tratta di un nuovo dispositivo assistivo indossabile ideato nell’ambito del progetto di ricerca e sviluppo TruExo (TRUnk Exoskeleton): non motorizzato e completamente passivo, l’esoscheletro “modulare” è stato realizzato per il sostegno, la riabilitazione e il miglioramento delle funzionalità motorie residue del tronco di pazienti affetti da patologie come il mieloma multiplo, ma anche il Parkinson. Solo il mieloma multiplo in Italia ha un’incidenza di 5.000 – 6.000 nuovi casi ogni anno.

Le caratteristiche innovative rendono idoneo l’impiego dell’esoscheletro TruExo anche in ambito occupazionale poiché, permettendo una riduzione dell’impegno biomeccanico a carico del rachide, consentono di attuare innanzitutto efficaci interventi di ergonomia correttiva con finalità di prevenzione diminuendo l’incidenza dei Wlbds (work-related low back disorders). Inoltre contribuisce a un efficace “Job Accommodation” che permetta un ragionevole inserimento, o reinserimento, lavorativo di soggetti tecnopatici e di lavoratori affetti da diversi gradi di disabilità.

Il progetto, finanziato dal bando POR FESR 2014-2020 1.3.b della Regione con oltre 310.000€, ha riunito il know how di diversi soggetti sotto il coordinamento di Friuli Innovazione, Centro di Ricerca e di Trasferimento Tecnologico di Udine: Porzio – capofila, azienda friulana che in 90 anni di attività ha consolidato una profonda esperienza in ambito ortopedico; Latofres, impresa di Fiume Veneto specializzata in lavorazioni meccaniche di altissima precisione; il Centro Riferimento Oncologico di Aviano, istituto di eccellenza a livello nazionale nella prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle malattie oncologiche. A questi si sono uniti l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail), la Sapienza Università di Roma e lo Jožef Stefan Institute di Lubjana.

L’efficacia del dispositivo è stata testata con successo anche su lavoratori sani che svolgono attività di movimentazione manuale dei carichi, per fini prevenzionistici. In particolare, nelle attività di sollevamento carichi, i “Wlbds” rappresentano la prima e più costosa causa di malattia professionale con una incidenza prossima al 20%.

Condividi questo articolo!