Re-House, la start up per la ristrutturazione della casa

7 Dicembre 2014

Tania RadiciTAVAGNACCO – Un servizio chiavi in mano per chi vuole rinnovare il proprio “nido”. Si chiama Re-House ed è la nuova start up specializzata nel contract domestico, una pratica molto diffusa negli Stati Uniti e in fase di espansione anche in Nord Europa, che non si rivolge ai tipici clienti contract – alberghi, ristoranti, uffici – ma a privati cittadini che hanno una abitazione da rimettere a nuovo.

Re-House è uno dei pochi esperimenti di contract domestico in Italia e arriva in Fvg grazie a Tania Radici, imprenditrice con lunga esperienza nel settore vendite della Radici di Premariacco, azienda di famiglia specializzata nella produzione di serramenti e porte in legno. Ispirandosi a quanto visto all’estero, la Radici fonda la nuova azienda ad agosto e la insedia a Tavagnacco, nella nuova Torre direzionale Nord. “L’idea è maturata durante gli anni di lavoro – racconta – in cui mi capitava spesso di incontrare clienti in pieno stress “da cantiere”, impegolati tra carte, burocrazia e supervisione dei lavori”.

Re-House si propone come servizio professionale di assistenza in tutte le fasi di cantiere: dalle pratiche edilizie alla progettazione, dalla preventivazione alle forniture di materiali, dalla direzione lavori alla consegna chiavi in mano. “Tutte le scelte – precisa la fondatrice – vengono discusse con il cliente e noi ci assumiamo la responsabilità dell’intero progetto”. Re-House conta su un team di professionisti e artigiani qualificati per interventi a 360° anche nell’ambito dell’interior design e dell’arredo. Il core business riguarda le ristrutturazioni e soprattutto il rinnovo di vecchi ambienti: “una prassi sempre più diffusa – spiega la Radici – soprattutto adesso che il mercato immobiliare è svalutato: aumentano, infatti, quelli che preferiscono acquistare immobili esistenti e metterci mano riqualificandoli energeticamente o cambiandone semplicemente lo stile piuttosto che comprare una casa nuova, grazie anche agli incentivi fiscali che agevolano tali interventi e danno notevole impulso al settore”.

La start up ha già al suo attivo diversi cantieri in regione: nell’hinterland udinese, a Lignano e a Grado. “L’esordio è stato positivo – commenta l’imprenditrice – ma dobbiamo lavorare per diffondere la mentalità sul territorio, all’estero queste dinamiche sono sistematiche, qua ancora no”. L’errore più comune? “Pensare che sia un servizio costoso – dice – ma bisogna considerare il costo in termini di beneficio, ovvero di risparmio di tempo, energie e denaro. Mi spiego meglio: chi lavora deve ritagliarsi tempo per cercare gli artigiani, seguirli in cantiere, scegliere i materiali…tutto ciò provoca stress e arrabbiature che trasformano in un incubo un momento che dovrebbe essere felice. Per non parlare del budget che spesso si gonfia in corso d’opera per errate valutazioni”. “Io e il team – chiosa – ci definiamo dei “personal home designer”, un po’ come i personal shopper che consigliano i clienti sul look e sugli acquisiti. Nel nostro caso, costruiamo ambienti domestici disegnati con taglio quasi sartoriale sui gusti personali e sul budget, qualsiasi esso sia, del committente”.

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