Punto nascita: “All’incontro non ci hanno fatto parlare”

20 Luglio 2019

PALMANOVA. “Non ci hanno fatto parlare, ci hanno negato il dibattito, ci hanno negato di consegnare le 16.500 firme pubblicamente davanti ai cittadini, nelle mani di Fedriga. Un incontro pilotato dalla casta, che però non ha sottratto Fedriga e Riccardi dalla contestazione dei cittadini e degli operatori sanitari presenti, che invece hanno rivolto applausi ai Sindaci. Oggi ci hanno dimostrato una volta di più che hanno paura del confronto perché sanno benissimo che le loro scelte sono scellerate ed indifendibili davanti a qualsiasi cittadino e soprattutto davanti ai numeri. L’obiettivo è chiaro: vogliono chiudere entrambi i punti nascita e ridimensionare la rete ospedaliera della Bassa friulana”.

Il sindaco di Palmanova, Francesco Martines, ha assistito stamattina al convegno sul futuro della sanità organizzato dalla Regione all’auditorium San Marco della città stellata, a cui hanno preso parte il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e il vicepresidente, assessore alla Salute, Riccardo Riccardi. Assieme a lui, tutti con la fascia, anche i sindaci di Cervignano, Bagnaria Arsa, Campolongo – Tapogliano, Torviscosa, Terzo d’Aquileia, Aiello, Romans d’Isonzo, Chiopris- Viscone, San Vito al Torre, Grado, Gradisca d’Isonzo, Villesse, Medea, Bicinicco, Ruda, Fiumicello – Villa Vicentina.

“La tecnica comunicativa usata è da propaganda delle più becere: si è usata una vicenda umana per strappare un po’ di consenso. Si sono usati i professionisti, dipendenti della Regione e un medico in pensione, in maniera strumentale e impropria, invece di ascoltare i tanti professionisti che per tempo avevano chiesto, documenti alla mano, di non chiudere Palmanova” afferma Martines. “Ci siamo sentiti dire quello che anche noi stiamo ribadendo da mesi ovvero che si deve guardare ai numeri e ai flussi. Ma nessuno dei relatori ha potuto rispondere alle tante domande di chi negli ospedali ci lavora: cosa faranno se tra un anno Latisana non raggiungerà i 500 parti? Chiuderanno anche quel punto nascita? Se il problema è la programmazione e il calo delle nascite perché non si chiudono anche gli altri punti nascita minori, primo fra tutti Monfalcone, che sta a 20 minuti da Trieste, e il punto nascita privato di Pordenone?” si chiede ancora il primo cittadino.

“Decidendo di accelerare la chiusura stanno mettendo a rischio la sicurezza di mamme e bambini. Una deportazione in piena estate di donne incinte, con la difficoltà a coprire i turni dei medici in ferie, con la terza corsia in piena attività (proprio stanotte il tratto Palmanova – Latisana sarà chiuso per lavori), con un punto nascita che riapre senza accreditamento: così si gioca sulla pelle dei cittadini. Se succederà qualcosa chi risponderà? Non certo il governatore e il suo vice: il primo non ha nemmeno partecipato alla votazione in aula sull’emendamento per la chiusura di Palmanova e il secondo non si è preso nemmeno la responsabilità di firmare una delibera di giunta. Anzi, anche oggi Fedriga ha ribadito che ci hanno deliberatamente impedito di ricorrere al Tar perché questa è una scelta della politica. Mi chiedo se questi politici si prenderanno la responsabilità se dovesse succedere qualcosa”.

Al termine del convegno decine di persone, tra cui molte mamme incinta, hanno assalito il presidente Fedriga per esprimere le proprie proteste e preoccupazioni, ribadendo la fretta ingiustificata che sta provocando disorientamento e allarme in gran parte della popolazione della Bassa friulana.

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