Protezione civile e Ogs uniti nel monitorare i terremoti

11 Dicembre 2020

Rebez illustra il metodo a Riccardi

TRIESTE. Dopo un terremoto, la prima esigenza delle autorità di protezione civile è di identificare le aree più gravemente colpite per organizzare l’intervento delle squadre di soccorso e salvare quante più vite possibili. Informazioni cruciali che permettono di definire l’estensione dell’area colpita e l’entità del sisma vengono ottenute grazie agli strumenti che monitorano costantemente la sismicità del territorio, ma la collaborazione dei cittadini è diventata sempre più importante per supportare le attività della Protezione civile. Da più di cinque anni è stato avviato un progetto che coinvolge la Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – Ogs per valutare l’impatto della raccolta di informazioni affidabili da parte dei Volontari sulla gestione dell’emergenza.

È stata infatti sviluppata una procedura per il rapido censimento di dati sul livello di percezione e danneggiamento nell’immediato post-evento sismico utilizzando un approccio di crowdsourcing coinvolgendo i Volontari della Protezione civile opportunamente formati e dislocati nei 215 comuni della regione. Quando gli strumenti di monitoraggio inviano una notifica di evento sismico, i volontari compilano rapidamente un questionario descrivendo l’impatto dell’evento nel loro Comune. I dati vengono analizzati nelle 2 ore successive all’evento e i risultati vengono sintetizzati in una mappa di impatto sismico che mostra in modo semplificato l’effetto del terremoto su tutto il territorio. In 5 anni sono stati raccolti più di 1.800 questionari e valutate le risposte per una ventina di eventi sismici e i risultati sono stati oggi pubblicati sulla rivista scientifica “International Journal of Disaster Risk Reduction”.

Mappa Tolmezzo

“Abbiamo visto come le informazioni fornite dai soggetti direttamente interessati da un evento sismico relative a osservazioni dirette completino quelle disponibili, pochi minuti dopo l’evento, tramite i sistemi di allerta, consentendo di verificarne, laddove coincidenti, la validità” spiega Alessandro Rebez, ricercatore di Ogs e coordinatore del progetto. “La professionalità e la generosità dei volontari dei Gruppi comunali di Protezione civile si rivela ancora una volta una marcia in più per il Sistema regionale di Protezione civile, che grazie alla sinergia con Ogs può contribuire al miglioramento delle conoscenze scientifiche in campo sismico e nel contempo a implementare la resilienza delle comunità ove i volontari operano, diffondendo la conoscenza dei rischi e le procedure di emergenza e autoprotezione necessarie a ridurne l’impatto” dichiara il Vice Presidente e Assessore alla Protezione civile Riccardo Riccardi.

“Occorre ricordare che il metodo si basa su una necessaria formazione dei Volontari. Essi vengono formati mediante degli appositi corsi nei quali apprendono i concetti generali di sismologia e le modalità corrette di compilazione dei questionari” spiega Denis Sandron, ricercatore Ogs. “Ci tengo a sottolineare come questa attività, che si basa sul prezioso operato dei Volontari di Protezione Civile, ci aiuti a comprendere meglio l’impatto del terremoto sul territorio e a documentare le diverse modalità di avvertimento dello stesso da parte della popolazione. Nel caso di un terremoto che arreca danni alle costruzioni saremo in grado di delimitare con maggior accuratezza e molto rapidamente l’area di danno a beneficio delle fasi emergenziali coordinate dalla Protezione Civile” precisa Nicola Casagli, presidente di Ogs.

Lo studio https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2212420920314710

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