Proposta e raccolta di firme per il Museo protezione civile

22 Aprile 2018

UDINE. È stata presentata a Udine la proposta di riuso dell’ex sede dei Vigili del Fuoco quale futuro “Museo nazionale della Protezione Civile”, dedicato alla memoria del generale degli alpini Rolando Parisotto, precursore e infaticabile protagonista della Protezione Civile friulana e italiana. «Il progetto – ha spiegato Andrea Valcic, candidato sindaco – ha un duplice scopo. Se da un lato vuole rappresentare una testimonianza educativa della cultura della solidarietà da consegnare alle giovani generazioni – quale raro esempio, forse unico, di efficienza tra volontà popolare ed istituzioni come fu la ricostruzione del Friuli nel post terremoto del ’76 -, dall’altro non può trascurare l’aspetto economico e di ristrutturazione urbana».

Il programma proposto dalla lista autonomista si configura, infatti, come insieme integrato di interventi che comprende simultaneamente iniziative legate al recupero, alla riqualificazione e alla rivitalizzazione urbanistica per tutto il quartiere che va da Piazza Garibaldi a Borgo Stazione. Opportunità turistica e volano di sviluppo grazie ad un notevole impulso economico derivante dai visitatori provenienti da tutta Italia – in primis le scolaresche – con evidenti ricadute anche sul territorio. L’iniziativa del Patto per Udine, oltre a rappresentare un momento di partecipazione e scambio con l’intera cittadinanza, è stata soprattutto l’occasione per dare avvio alla petizione popolare di impegno per la futura amministrazione comunale circa l’avviamento e la realizzazione del museo.

«L’invito a questa raccolta firme – spiega Valcic – è quello di sensibilizzare l’intera comunità e rappresenta un contributo a chi crede e spera in nuove prospettive e possibilità per la città. Il Patto per Udine si presenta a cercare il consenso cittadino – prosegue Valcic – non solo per la realizzazione del suo programma, ma perché crede che la validità delle sue proposte sia l’unica possibilità Udine di risollevarsi da un destino altrimenti segnato da scelte che non nascono solo in regione, ma che hanno origine da fenomeni più ampi. Udine si trova in una situazione di reale e serio pericolo di annullamento. L’impegno che presentiamo oggi – chiarisce il candidato sindaco – può essere assunto da qualsiasi giunta e amministrazione che governerà e che ha cuore la nostra città. Ritornare a fare grande Udine – conclude Valcic – significa avere una visione della città che una volta era chiamata la capitale del Friuli. Ma per essere capitale non bisogna soltanto ricevere, ma soprattutto essere capaci di dare».

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