Progetto in due scuole per arginare il cyberbullismo

9 Dicembre 2018

PORDENONE. All’Isis Zanussi e allo Ial di Pordenone è partito il progetto pilota Web Guide che intende dare un contributo a governare il fenomeno capillare del bullismo e cyberbullismo. Il progetto, finanziato dalla Regione in partnership con Area Science Park e Università di Trieste, creerà un modello di mediazione e sarà esportato in altre scuola della regione. Nell’iniziativa sono coinvolti gli esperti Filippo Vanoncini, responsabile della formazione, e Francesca Samogizio ricercatrice dell’Area Science Park che crede nello studio e nella ricerca sociologica affiancata a quella scientifica. Responsabile scientifico del progetto è Giovanni Grandi dell’Università di Padova.

“Siamo lieti di una fattiva collaborazione che ha un fondamento scientifico e sperimentale – ha dichiarato il dirigente dell’Isis Zanussi, Giovanni Dalla Torre – e che è importante per aiutare i ragazzi a gestire al meglio le emozioni tra cui la rabbia e, per alcuni, la fatica del vivere, attraverso gli strumenti che hanno a disposizione. Il digitale, difatti, consente di agire compulsivamente, spesso in modo dannoso, poiché permette di celare l’identità e fare ancora più male, per questo è necessario un intervento di esperti che possano accompagnare i giovani verso la via adulta della consapevolezza”.

Il progetto Web Guide parte dal presupposto che la diffusione su piattaforme social di episodi inizi in un contesto reale, ovvero da un episodio fisicamente accaduto. Un fenomeno che difficilmente si arresta. “Oramai non basta più nemmeno cambiare scuola – ha dichiarato Filippo Vanoncini – poiché le offese escono dall’istituto, perciò bisogna agire diversamente, formando i ragazzi che possono diventare mediatori di fenomeni che accadono tra le mura scolastiche”.

La partecipazione al progetto ha superato ogni aspettativa, coinvolgendo cinque classi dell’Isis Zanussi e quattro dello Ial con ragazzi e insegnanti pronti a sperimentare per poter arginare il fenomeno, aiutare le vittime di bullismo e capire il motivo che ha spinto il “bullo” a tale sopruso. Sui banchi di scuola si sono seduti i professori per un periodo di full immersion (12 ore), ora è il momento dei ragazzi, due per ogni classe, anche se le richieste superano di gran lunga i posti a disposizione. A questi giovani il compito di intercettare fatti che purtroppo accadano in tutte le scuole, ma senza essere poliziotti, quanto testimoni in grado di dare un contributo fattivo e, dopo un periodo di esperienza sul campo affiancati da mediatori senior, restituiranno alla classe i risultati. “In questo modo – ha fatto sapere Vanoncini – avviene un processo di giustizia riparatrice, i ragazzi devono aver compreso che la norma è stata disattesa, ma va fatto un atto riparatorio che serve a comprendere come si è sentita la vittima”. Gli studenti si sposteranno al Paff, il palazzo del fumetto per respirare una ventata di cultura e immergersi nella tematica attraverso il linguaggio disegnato che tanto piace ai giovani, poiché rapido, immediato, coinvolgente.

Il progetto Web Guide vuole operare sul fronte della prevenzione offrendo ai ragazzi strumenti per accrescere la propria sensibilità verso l’altro, per riconoscere precocemente atteggiamenti negativi e comprendere come intervenire, senza generare nuovi motivi di frattura o di insicurezza nel contesto di gruppo. La mediazione umanistica prevede, difatti, che in ogni tipo di conflitto è essenziale l’ascolto delle vittime, il riconoscimento comunitario del danno o dell’offesa recati, l’assunzione di responsabilità da parte degli autori e l’individuazione di impegni e strategie comuni per riparare l’offesa arrecata e restituire sicurezza alla rete delle relazioni.

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