Progetto Abaco (Burlo) per eliminare difficoltà uditive

18 Marzo 2021

TRIESTE. «Il progetto Abaco, ovvero un pacchetto di tecnologie e servizi innovativi per l’inclusione, l’istruzione e l’accessibilità per le persone sorde e ipoacusiche presentato dalla Regione Fvg e frutto di una collaborazione tra l’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi (Ens) e l’Irccs Burlo Garofolo di Trieste, ha ottenuto il favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stato premiato con il 4° posto ottenendo 80 punti e il finanziamento di 400.000 euro. Si tratta di un risultato di cui andare orgogliosi che conferma la qualità dei progetti del nostro sistema». Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi evidenziando come: «La sordità è una disabilità complessa perché oltre a limitare la persona sotto l’aspetto fisico-sensoriale, se non adeguatamente supportata, genera un impedimento di tipo socioculturale che modifica sostanzialmente la qualità della vita della persona sorda a discapito dell’inclusione sociale. Per questo la Regione ha sostenuto con convinzione questa proposta progettuale».

Le difficoltà uditive sono molto più diffuse di quanto si possa immaginare. In Italia infatti nascono ogni anno circa mille bambini con problemi di sordità di diversa gravità, che potrebbero sviluppare nel corso della loro vita ostacoli relazionali e di integrazione. Proprio per eliminare ogni barriera comunicativa e sociale, e permettere alle persone sorde e ipoacusiche di relazionarsi al meglio con gli altri, l’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo”, insieme all’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi del Friuli Venezia Giulia, ha realizzato il progetto Abaco (Abbattimento delle BArriere COmunicative), finanziato con 400 mila euro, da sfruttare nell’arco di un anno.

Il primo compito del progetto spetta all’Audiologia del “Burlo Garofolo”, con la partecipazione della clinica Otorinolaringoiatrica dell’Università di Perugia, e l’associazione “Fiadda Umbria Onlus”. In questa prima fase del progetto ci si concentrerà sull’età scolare. Con l’allestimento di un sistema tecnologico facilitante si favorirà l’accesso alle lezioni orali, tenendo presente la tipologia di comunicazione preferenziale dei diversi bambini e ragazzi. «Bisogna considerare che i bambini con difficoltà uditive – spiega la dott.ssa Eva Orzan, direttore dell’Audiologia del Burlo – non sono tutti uguali nelle loro capacità di ascolto, ma presentano esigenze specifiche che vanno sostenute: per alcuni sarà sufficiente eliminare il rumore di fondo della classe per sentire e ascoltare bene con un apparecchio acustico o un impianto cocleare; molti beneficiano della sottotitolazione o integrano la comprensione del messaggio parlato attraverso lettura delle labbra; altri ancora comunicano con la Lingua dei Segni Italiana (Lis)».

Per questo motivo, in 9 classi del Fvg e in 9 aule dell’Università di Perugia verrà sperimentato un sistema versatile volto ad assicurare il completo accesso alle attività didattiche da parte dei bambini e dei ragazzi con deficit uditivi di grado diverso: «sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale – prosegue Eva Orzan – verrà messo a punto un sistema innovativo che permetterà di convertire la voce dell’insegnante in sottotitoli accurati o di migliorare la qualità e la nitidezza del suono che, grazie a dei ricevitori, arriverà direttamente all’ausilio uditivo utilizzato dallo studente. Qualora vi fosse la necessità di integrare le informazioni con la labiolettura, si sfrutterà l’utilizzo di una fotocamera che riprenda il volto dell’insegnante, veicolando l’immagine ben illuminata direttamente su monitor, tablet o smartphone del ragazzo, situazione che ben si adatta anche alle attuali esigenze della didattica a distanza».

Il secondo obiettivo è affidato all’Ente Nazionale per la protezione e l’assistenza dei Sordi (Ens) del Friuli Venezia Giulia ed è dedicato alle persone sorde che comunicano anche in Lingua dei Segni Italiana. In questa parte del progetto verrà organizzato uno sportello sociale per creare un sostegno capillare alla comunità sorda e udente, punto di riferimento e di supporto per utenti che necessitano di servizi volti allo svolgimento di prassi di vita quotidiana. Sarà inoltre predisposto un servizio di interpretariato e video-interpretariato in Lis.

«Ci sono momenti in cui una comunicazione accurata e completa rappresenta la base principale per l’inclusione sociale, – dichiara Francesca Lisjak, Presidente del Consiglio Regionale Ens del Fvg – non solo per le persone con sordità, ma anche per chi, con loro, si deve relazionare. Per questo motivo l’Ens Fvg offrirà prestazioni di interpretariato per diverse circostanze, quali ad esempio visite mediche, urgenze ospedaliere, contabili, notarili, colloqui a scuola tra genitori e insegnanti, supporto per riunioni lavorative e altri appuntamenti di varia natura atti a facilitare lo svolgimento della vita quotidiana. Nell’ambito di quest’area del progetto Abaco si offriranno anche azioni di sensibilizzazione, informazione e formazione del personale della Pubblica Amministrazione e delle istituzioni pubbliche, dove si affronteranno le tematiche riguardanti la comunicazione con le persone sorde, per una corretta modalità di accoglienza, per un’interazione efficace volta all’ erogazione di servizi e alla loro piena accessibilità».

Nonostante l’inizio ufficiale del progetto sia il primo giugno 2021, già nei prossimi mesi verrà fatta un’indagine per stabilire il numero di ragazzi con deficit uditivi presenti all’Università di Perugia, e anche per profilarne i bisogni e successivamente adattarvi i diversi sistemi tecnologici. Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, la scelta ricadrà su bambini e ragazzi che già afferiscono all’Audiologia del Burlo. L’Irccs Materno Infantile “Burlo Garofolo”, infatti, in quanto punto di riferimento regionale per lo screening uditivo e per le soluzioni tecnologiche di tutte le problematiche uditive dell’infanzia, dimostra ancora una volta che, oltre alla diagnostica, al trattamento protesico e alla chirurgia degli impianti cocleari, offre una continuità di cura riabilitativa, con la finalità di mettere ogni bambino e ogni bambina nelle condizioni di scoprire, valorizzare ed esprimere al massimo il proprio potenziale in autonomia, in tutti gli aspetti della vita quotidiana, nelle relazioni sociali e nell’interazione con l’ambiente.

«Il nostro progetto ha l’obiettivo di non lasciare fuori nessuno. Nasce da esigenze ben fondate, per le quali offrirà strumenti tecnologici innovativi per creare condizioni di ascolto e comunicazione che saranno in grado di appianare le difficoltà e le differenze, e potranno essere sfruttati in un’ottica costruttiva e partecipativa, quella che viene oggi considerata una visione più moderna di inclusione», conclude Eva Orzan.

«Siamo particolarmente orgogliosi – afferma il Direttore Generale dell’Irccs, Stefano Dorbolò – che il progetto Abaco, realizzato dal Burlo, insieme all’Ens del Fvg e presentato dalla Regione Fvg, abbia trovato l’apprezzamento e il sostegno della Presidenza del Consiglio dei ministri. È un ulteriore segnale dell’importanza che anche a livello nazionale è riconosciuta all’attività del nostro Irccs. Il deficit uditivo rappresenta un ostacolo alla comunicazione, tanto più in età scolastica, fase di sviluppo delle conoscenze e fondamentale per la crescita, le relazioni e l’accrescimento delle competenze. Siamo convinti che si tratti di un progetto molto importante per poter creare contesti educativi inclusivi, consentendo a questi bambini di poter condividere ogni giorno con i propri compagni l’apprendimento e la partecipazione in modo integrato, senza la necessità di adattamenti e differenziazioni della progettazione didattica. Ringrazio il nostro Direttore della Struttura complessa Otorinolarigoiatria e Audiologia, dott.ssa Eva Orzan per aver dato il fondamentale impulso al progetto e tutte le Istituzioni aderenti, a dimostrazione ancora una volta, che solo con un approccio sinergico e partecipato, come in questa iniziativa, potremo dare le migliori risposte ai bisogni dei nostri piccoli pazienti».

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