Progettazione in Italia e produzione all’estero, crescita record per AGS

24 Febbraio 2016

 

4123_ags1_webUDINE – «Lavoriamo con la cura di un artigiano ma ci muoviamo come una multinazionale». Questo il modello di business che ha portato al successo AGS, azienda con sede a Rosà (Vi) e a Udine, che opera nella subfornitura avanzata per i settori dell’elettronica e dell’elettromeccanica. AGS ha fatto segnare l’anno scorso la crescita record del 43%.

Con 16 dipendenti in Italia (la metà assunta nell’ultimo anno) e le altre 150 persone che lavorano nell’indotto, AGS ha registrato un incrementato del fatturato del 2015 di oltre il 40% rispetto al 2014, arrivando a movimentare oltre 20milioni di unità di prodotti», dice Denis Vigo, imprenditore veneto quarantacinquenne, fondatore di AGS insieme con Renato Comelli. «La crescita aziendale è stata lenta ma progressiva. Da quando nel febbraio 2004 abbiamo dato vita ad AGS abbiamo posto attenzione alla sviluppo di una struttura che potesse essere solida e in grado di recepire tutte le richieste del mercato».

Due i settori di operatività dell’azienda: una divisione è dedicata al mondo delle schede elettroniche – PCB – e delle tastiere, l’altra a quello degli stampi a iniezione e stampaggio di materiale plastico. «Produciamo principalmente in Cina, dove del resto viene prodotto l’80% delle schede elettroniche mondiali. Alla produzione però abbiniamo una gestione tutta italiana: la sede centrale è in Italia, qui viene fatta la progettazione e lo sviluppo, mentre il controllo qualità viene effettuato direttamente presso le sedi dei nostri fornitori dal nostro personale italiano», spiega Vigo. «Abbiamo sviluppato un sistema di logistica che azzera i tempi di consegna e assicura un pronto servizio al cliente finale con la possibilità di tracciare interamente il prodotto grazie alla tecnologia Near Field Comunication».

Destinatari sono i grandi gruppi dell’automotive, delle telecomunicazioni, dell’automazione, della domotica e del lighting. Il mercato di riferimento per AGS è prevalentemente l’Europa, ma obbiettivo dell’azienda è di puntare ad una crescita di fatturato, ripartito tra Nord America, America Latina e Asia. L’anno scorso ci siamo concentrati su Francia, Svizzera e Stati Uniti. L’Italia resta comunque il bacino di riferimento fondamentale per la nostra azienda visto che assorbe la parte più importante delle nostre vendite ».

E per il futuro? «Restando in Europa, pensiamo che la Germania rappresenterà un importante sbocco. Stiamo sondando anche il Giappone: un mercato interessante e in sviluppo dal quale stiamo avendo i primi interessanti riscontri – conclude Vigo. – Contiamo di incrementare il volume di affari e di arrivare entro pochi anni ad un fatturato di 50milioni di euro».

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