Presepe con 12 mila luci

10 Dicembre 2013

SEDEGLIANO. Tanta gente ha assistito domenica 8 dicembre, a Coderno di Sedegliano, all’accensione dello spettacolare presepio all’aperto realizzato da Ennio Molaro, composto da 12 mila lampadine. Molti i bambini, occhi e volti incantati dalla magia della composizione delle figure di luce della Natività che si stagliano nel buio, protagoniste nei loro 15 metri di altezza. Una lunga fila di persone ha atteso pazientemente il suo turno per vedere l’altro presepe, poco distante dal primo, anche questo realizzato da Ennio Molaro e posto all’interno della canonica.

La rappresentazione in questo caso è tradizionale, ma la specialità è data dal movimento elettromeccanico delle figure che si muovono in un “racconto” derivante dagli scritti evangelici della nascita di Gesù (in cui l’autore si è immaginato di trovarsi in Palestina e sentire il “Racconto” iniziando dal prologo di Giovanni), che si svolge in 20 minuti: l’annunciazione, l’editto di Cesare, il viaggio da Nazareth a Betlemme, l’angelo che avverte i pastori , i Magi che arrivano da Gerusalemme, la fuga in Egitto. Il professor Giuseppe Di Lenarda ne ha tracciato la storia puntuale.

Il presepio allestito all’esterno dopo alcuni anni “di riposo” è stato restaurato dallo stesso Molaro ed ora è visibile il sabato, la domenica e i festivi dalle 16 alle 20 fino al 2 febbraio 2014..

Il presepe elettro meccanico in canonica realizzato invece negli anni ‘90 è costituito da semplici figure che si muovono grazie ad un sistema elettromeccanico e completa quanto individuato nel primo con una “sinfonia” di contenuti scenici, di luci, movimenti, musiche a cui hanno contribuito anche alcuni cittadini; è visitabile tutti i giorni dal 21 dicembre al 6 gennaio dalle 16 alle 20. La rappresentazione completa ha la durata di 20 minuti. Per visite fuori orario contattare i numeri 0432-916039 oppure il 334-3320650.

L’iniziativa è curata dall’attiva associazione culturale “La Montegane” di Coderno . Le libere offerte raccolte saranno devolute a Don Giovanni Di Lenarda di Coderno, missionario in Papua Guinea.

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