Presentata a Roma l’indagine sulle autonomie regionali

27 Gennaio 2016

ROMA. I risultati dell’indagine conoscitiva sulle problematiche concernenti l’attuazione degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale, promossa dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali, sono stati presentati nel corso di un seminario a Roma, alla Camera dei deputati, al quale il Friuli Venezia Giulia era presente con i presidenti dell’Esecutivo e del Consiglio, Debora Serracchiani e Franco Iacop, assieme a diversi consiglieri di maggioranza e opposizione.

E se Gianpiero D’Alia, presidente della Commissione parlamentare, ha messo in evidenza le significative differenze che si riscontrano fra le diverse Regioni speciali, sia sul versante dell’autonomia finanziaria che su quello delle competenze esercitate, la vicepresidente della Camera, Marina Sereni, ha posto l’accento sul quadro dettagliato sulle autonomie che esce dal documento. Il ruolo delle Commissioni paritetiche previste dai diversi statuti è stato criticato da Stelio Mangiameli, direttore dell’ISSiRFA (Istituto di studi sui sistemi regionali, federali e sulle autonomie), in quanto le ritiene vittime della burocrazia statale. Sarebbe preferibile, a suo giudizio, prevedere una serie di accordi attraverso leggi per sfuggire alla burocrazia statale, così da coinvolgere in modo più incisivo anche i Consigli regionali.

Tesi contestata da Gaetano Silvestri, presidente emerito della Corte costituzionale, perché abbandonando le norme di attuazione (che hanno rango superiore alle leggi ordinarie) si correrebbe il rischio di intromissioni incontrollate da parte della legislazione ordinaria. Le norme di attuazione, a suo giudizio, sono invece strumento di garanzia e per questo non vanno abolite. Ancora qualche considerazione da parte del presidente della Corte dei conti, Raffaele Squitieri, soprattutto sul ruolo e i contributi che potrebbe fornire la Corte stessa in questa fase di riforma della Costituzione, prima di dare spazio ai rappresentati delle Regioni speciali.

Franco Iacop, anche come Coordinatore della Conferenza dei Consigli regionali, ha sostenuto che le ragioni delle specialità permangono, anzi, rimangono attuali in quanto non si tratta di privilegi ma dell’applicazione avanzata dei principi di autonomia, sussidiarietà, federalismo cooperativo e solidale, qualità della spesa, governance multilivello. E’ quindi un’opportunità per l’intero regionalismo italiano, avamposto di principi, metodi e regole cui tutti possono tendere e che fanno crescere il Paese in tutte le sue articolazioni istituzionali e sociali. La relazione – ha aggiunto il presidente Iacop – propone interessanti soluzioni per superare le criticità riscontrate dalle Commissioni paritetiche e ha auspicato, raccogliendo l’indicazione di Gaetano Silvestri, un percorso unitario e comune tra tutte le autonomie speciali, con il forte coinvolgimento delle rispettive Assemblee, per la revisione degli statuti, che dovrà esser fatta tenendo comunque conto delle peculiarità istituzionali, politiche, culturali, economiche e sociali di ciascuna realtà territoriale.

Il documento prodotto dalla Commissione parlamentare – a giudizio della presidente della Regione FVG Debora Serracchiani – fotografa bene un Paese che sta cambiando. La riforma della Costituzione – ha aggiunto – porta con sé due buone notizie: le Regioni esistono ancora ed esistono ancora le Regioni a statuto speciale. Partendo da questo, va detto che la riforma si configura come una grande opportunità per tutte le Regioni e a quelle speciali impone di riadattarsi a un contesto ambientale profondamente cambiato. Dobbiamo quindi metterci a lavorare subito – ha detto la presidente Serracchiani – sapendo anche su cosa. Sulle norme di attuazione, ha sostenuto che vanno “procedimentalizzate”, in quanto finora sono state utilizzate in modo troppo diverso e sarà molto importante individuare con chiarezza chi fa che cosa. Infine, l’invito a riflettere sulla possibilità di indagare se possa essere utile un procedimento sostitutivo quando la Regione, sia essa a statuto ordinario o speciale, non faccia il suo dovere.

I lavori, nella Sala della Regina di palazzo Montecitorio, sono proseguiti con i contributi di tutte le Regioni speciali e Province autonome, al termine dei quali le conclusioni sono state tratte da Gianclaudio Bressa, sottosegretario di Stato per gli Affari regionali e le autonomie.

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