Pordenone e il Friuli negli “Atti”

1 Marzo 2016
Paolo Goi, curatore della rassegna.

Paolo Goi, curatore della rassegna.

PORDENONE – Pordenone si scopre in storie inedite e nella memoria di alcuni pordenonesi “dimenticati” riemersi nel diciassettesimo volume degli “Atti dell’Accademia San Marco di Pordenone”. Un tomo di circa un migliaio di pagine e venticinque saggi che attraversano molte discipline, dalla storia all’arte e architettura, dall’economia alle scienze religiose e filosofiche, dall’archivistica alla sociologia, dalla letteratura alla musica, alla toponomastica e alle scienze e tecnica. Il volume contiene anche la memoria dei Soci dell’Accademia San Marco deceduti nel 2015 (prof. Mauro Gaetano Trovò, comm. Renzo Bit, avv. Oliviano Spadotto, sig. Demetrio Moras, prof. Lino Quaia), oltre alle cronache delle attività svolte dall’associazione nell’anno passato.
Gli Atti costituiscono un imponente lavoro portato avanti da ricercatori, dai cui studi emergono aspetti inediti per l’indagine scientifica. Attraverso la musica, la letteratura, le scienze religiose, filosofiche e scientifiche si costituisce un corpus di saggi e contributi di notevole valore, che valorizzano la storia e soprattutto il patrimonio culturale, artistico, letterario, economico del territorio pordenonese e più in generale del Friuli e del Veneto Orientale.

Significativo nel volume è il ricordo di Francesco Fattorello, uno dei padri italiani del giornalismo e della teoria della comunicazione, nato a Pordenone nel 1902, divenuto professore all’Università di Trieste e poi alla Sapienza di Roma. Fattorello fu uno dei primi a teorizzare la necessità di creare una scuola o un corso di laurea per giornalisti, ma il suo maggiore contributo fu la fondazione della Tecnica sociale dell’informazione, una teoria del processo comunicativo. Dare conto del lavoro e dell’eredità teorica di questo studioso è un atto dovuto, specie nella sua città natale, a cui Fattorello rimase sempre legato.

La riscoperta storica riguarda anche gli interessanti lavori di ricerca archivistica presenti nel volume: l’analisi e lettura delle pergamene provenienti dalla parrocchia di San Zenone ad Aviano (e conservati nell’Archivio Storico Diocesano) e del fascicolo conservato nell’Archivio di Stato di Pordenone che riguarda il convento di San Francesco. In questo caso si tratta di documenti (rogiti notarili) che danno conto di una città operosa, la cui popolazione non era formata solo da agricoltori, bensì da artigiani, professionisti (come medici e uomini di legge), artisti (come Giovanni Antonio de’ Sacchis, che nel 1506 compare come testimone di un atto notarile). Popolata da famiglie migrate dalla Carnia, è possibile ritrovarvi l’identità di città industriosa e vivace che ancora oggi contraddistingue Pordenone. Un territorio dove anche la toponomastica è testimonianza della stratificazione linguistica dei secoli passati.

E ancora, il volume apre uno squarcio sulla società attuale con un saggio dedicato alla crisi economica del territorio, uno sul mercato del lavoro e la crisi occupazionale in FVG, ma anche la speranza da riporre in imprenditori illuminati come la testimonianza relativa al caso aziendale Claber.

Senza dimenticare l’ampio spazio che occupa la sezione dedicata all’arte e all’architettura, con un contributo che prende in analisi le pievi carniche la cui disposizione segue un preciso orientamento nello spazio, oltre all’approfondimento sulle opere pittoriche e scultoree presenti nel territorio di artisti veneti e veneziani, e su alcune stampe presenti del Museo Diocesano di Arte Sacra, fino all’analisi di un pregevole e inedito miliario dell’imperatore Gioviano conservato in una villa a Visinale di Pasiano.

Il diciassettesimo volume degli Atti è curato da Paolo Goi e Giosuè Chiaradia con il coordinamento di Andrea Marcon. Gli autori dei saggi sono Laura Pavan, Michele Marchetto, Renato De Zan, Maurizio Girolami, Giuseppe Ragnetti, Eufrasia D’Amato, Marta Mazzocco, Gian Nereo Mazzocco, Bruno Anastasia, Mauro Cantalupi, Oliviano Spadotto, Alberto De Antoni, Guido Perin, Nicola Rizzo, Francesco Cassini, Eva Spinazzè, Stefano Aloisi, Paolo Goi, Paolo Pastres, Elisabetta Borean, Gabriella Bucco, Paolo Tomasella, Roberto Calabretto, Laura Casarsa, Lucrezia Antea Barbarossa, Luca Gianni, Alessandro Di Bari, Alessandro Fadelli, Pier Carlo Begotti. I testi dedicati ai soci nella sezione “In memoriam” sono stati redatti da Gianni Franchin, Daniela Michilin, Valentina Silvestrini, Alberto Cassini, Guido Perin.

La pubblicazione gode dei patrocini di Provincia e Comune di Pordenone ed è resa possibile dal contributo della Fondazione Crup.

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